IN QUESTO NUMERO:
Intervista a Caparezza: "Nulla peggiora il Paese più del disimpegno" di Daniele Ferro
Europei di OFF-LENE di Andrea Pronovi

Benedetta Cosmi accetta l’invito e scrive un articolo per la Redazione di Straparlo, giornale universitario degli studenti di Pomezia, lo pubblichiamo anche su "Off-line" perché parla di noi.

Berlusconi ha stravinto. Schiacciante il divario tra Pdl e Pd. Impressionante il successo della Lega. Buono il risultato dell’Italia dei Valori. Ma il dato più eclatante che è uscito dalle urne è la sconfitta della Sinistra-Arcobaleno. 3% alla Camera e 3,2% al Senato: lontano dalla soglia di sbarramento del 4% a Montecitorio, lontanissimo da quella dell’8% a Palazzo Madama. In Parlamento non siederanno nemmeno un deputato o un senatore comunista. Non era mai successo nella storia dell’Italia repubblicana. Sulla disfatta della Sinistra-Arcobaleno hanno pesato senza dubbio i continui richiamo in campagna elettorale al “voto utile”, oltre all’anticomunismo dilagante nel paese. Ma attribuire la causa di 3 milioni di voti in meno rispetto al 2006 a fattori esterni e pensare che la sinistra radicale sia vittima indifesa del processo di “semplificazione del quadro politico” sarebbe un errore. La sinistra ha bisogno di fare autocritica, perché non sono pochi gli sbagli commessi negli ultimi anni. Nei mesi del governo Prodi i partiti della sinistra hanno deluso le aspettative votando il rifinanziamento della missione in Afghanistan, nonostante la manifestazione di Vicenza, e il protocollo sul welfare, che invece era stato bocciato nelle fabbriche. Caduto il governo il processo unitario di Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sd ha portato alla creazione di un cartello elettorale il cui programma ha preferito porre l’accento su temi come le unioni civili, mettendo i secondo piano argomenti cari ai lavoratori e alle lavoratrici come la lotta alla precarietà e la sicurezza sul lavoro. Anche Bertinotti e compagni hanno inoltre deciso di puntare sul marketing politico, sull’immagine: via la falce e martello, rimpiazzata dall’arcobaleno. Ma la sinistra non è arcobaleno: è rossa. Forse l’hanno dimenticato, sicuramente l’hanno pagato. Molti astenuti e i voti ai partiti minori