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5/21/2009
3/27/2009
3/20/2009
3/18/2009
scontri onda (studenti) vs polizia Roma 18/03/2009
tensione scontri università la sapienza roma 18 03 09...Studenti dell'ONDA lanciano scarpe e bottigliette contro la polizia....
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2/03/2009
Appuntamento
Stiamo organizzando la registrazione di un video in risposta alla provocazione di Bruno Vespa a Porta a Porta, il preside ha già risposto in un’intervista, ora tocca a noi dire la nostra al “simpatico” presentatore.
L’appuntamento è per giovedì 05/02 in via Salaria 113 alle ore 12:00 Facoltà SdC all’uletta bar (accanto al centro congressi).
L’appuntamento è per giovedì 05/02 in via Salaria 113 alle ore 12:00 Facoltà SdC all’uletta bar (accanto al centro congressi).
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2/01/2009
OFFICINAsdc - Mario Morcellini risponde a Bruno Vespa
Prof. pres. Mario Morcellini della Facoltà di Scienze della Comunicazione risponde a Bruno Vespa conduttore RAI di Porta a Porta
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1/31/2009
BANZAI - Di Pietro: Napolitano mafioso
(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Tensioni tra Antonio Di Pietro e il presidente Napolitano, accusato dal leader Idv di essere a volte 'poco arbitro' e 'poco terzo'. Lo sfogo Di Pietro dopo il sequestro a piazza Farnese di un manifesto con la scritta 'Napolitano dorme, l'Italia insorge'. Immediata la replica del Quirinale: la presidenza della Repubblica e' estranea alla vicenda dello striscione, da Di Pietro parole 'offensive'. E interviene anche il presidente della Camera Fini: 'La critica non travalichi il rispetto'.
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1/23/2009
UNIVERSITA' PUBBLICA E SAPERE CRITICO
Giuseppe Ugo Rescigno (docente della Facoltà di Giurisprudenza Sapienza Università di Roma),interviene su la valutazione dei professori.
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Scienze della Comunicazione
Bit Generation - Lorenzo Ait 24 novembre 08
Bit Generation INIZIATIVA CULTURALE E SOCIALE DEGLI STUDENTI Lorenzo Ait Ex Alunno sdc, autore provocatorio di 30 e lode senza studiare Facoltà di Scienze della Comunicazione Sapienza Roma
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1/20/2009
1/09/2009
Università pubblica e sapere critico
Presentazione della ricerca:
L’Università tra crisi e futuro. Il ruolo dei media e della politica
di fronte all’alta formazione ed ai movimenti
Intervengono Rosanna Consolo e Elena Valentini
(Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Incontro in occasione dell’uscita del libro:
Manifesto per l'università pubblica
di G. Azzariti, A. Burgio, A. Lucarelli, A. Mastropaolo
Ne discutono Francesco Merloni (Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia) e
Giuseppe Ugo Rescigno (Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Università di Roma)
Coordina Paola Marsocci (Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Saranno presenti gli autori
Presentazione della ricerca:
L’Università tra crisi e futuro. Il ruolo dei media e della politica
di fronte all’alta formazione ed ai movimenti
Intervengono Rosanna Consolo e Elena Valentini
(Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Incontro in occasione dell’uscita del libro:
Manifesto per l'università pubblica
di G. Azzariti, A. Burgio, A. Lucarelli, A. Mastropaolo
Ne discutono Francesco Merloni (Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia) e
Giuseppe Ugo Rescigno (Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Università di Roma)
Coordina Paola Marsocci (Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Saranno presenti gli autori
venerdì 16 gennaio 2009, ore 10Aula Wolf – via Salaria, 113
1/08/2009
Università tra crisi e futuro 9/12/08
Cristiano Violani, Presidente del Nucleo di Valutazione d’Ateneo
Gruppo: analisi della Riforma Gelmini
Elena Valentini
Gruppo: sfera pubblica e analisi dei movimenti sociali
Gianni Ciofalo
Gruppo: giovani, politica, università
Laura Iannelli
Gruppo: internet: facebook e i social network nella protesta studentesca
Andrea Cerase
Gruppo: analisi contenuti della Riforma nei blog
Claudia Polo
MATERIALE SCARICABILE
Cristiano Violan: 3+2 o Bologna Process? UNA PROSPETTIVA EUROPEA.
12/26/2008
Rioccupazione!! Senza il blocco della didattica.
Giorno 10 dicembre si è svolta nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e Sociologia la festa dal titolo “Vin Brulè x tutti” per festeggiare la rioccupazione delle Facoltà.
Non posso darvi molte informazioni sulla festa e come al solito il sito del movimento non è di grande aiuto.
Va detto però che l’occupazione è stata decisa da una decina di studenti, i quali come al solito non si sentono in dovere non solo di confrontarsi con gli studenti, ma nemmeno di scrivere due righe sul loro Blog per spiegare la decisione di riprendere questa forma di protesta.
Nella puntata di Banzai dal titolo (RI)Occupazione di Sociologia e SdC si è affrontato il tema della scarsa partecipazione degli studenti alla vita politica delle due Facoltà, dando la colpa in un modo a mio avviso eccessivo, agli stessi studenti, i quali non sembrano interessati alle vicende che li circondano.
Io non sono d’accordo, i primi mesi della contestazione anti 133, portata avanti da Studenti in Movimento che è formato sia da studenti di Sociologia che di Scienze della Comunicazione, la partecipazione alle Assemblee per discutere le modalità di protesta da parte degli studenti era più che buona, tanto da riempire il cortile di via Salaria o l’aula Magna di Sociologia sempre in via Salaria. Una mobilitazione durata alcuni mesi che però ad un certo punto si è spezzata al momento della prima occupazione.
Non a caso da quel momento in poi gli studenti hanno iniziato a prendere le distanze dal Movimento, che portava avanti pensieri ed iniziative non condivise e dove gli studenti erano diventati solo degli spettatori.
In base a questo non sono assolutamente d’ accordo nello scaricare la colpa della scarsa partecipazione sulle spalle degli studenti, pensare il contrario vuol dire nascondere i propri limiti e non voler ammettere che gli studenti hanno una testa che pensa ed è forse e proprio questo il problema.
Studenti in Movimento ha scelto la strada dello scontro e non del confronto, ha diviso invece di unire ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, noi di OFF-LINE lo abbiamo denunciato ed oggi siamo ignorati dal movimento, oggi l’A1 è tornato ad essere un ghetto, non per volontà degli studenti ma per una scelta degli stessi Studenti in Movimento.
Anche la bassissima affluenza alle elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi può essere spiegata con una campagna elettorale a dir poco Fantozziana dove si va a votare o per amicizia o perché letteralmente accompagnati davanti ai seggi da qualche amico dell’amico, i programmi sono un qualcosa di sconosciuto e da noi i risultati si sono visti.
Per tanto la colpa della scarsa partecipazione non è da imputare agli studenti, ma ha ciò che si vuole comunicare.
Che cosa sta comunicando un Movimento che in dieci persone occupa due Facoltà?
Questa domanda la pongo agli Studenti in Movimento.
Ci sono però altre due domande che voglio porre sia al preside di Scienze della Comunicazione che quello di Sociologia: come è possibile che due Facoltà vengano occupate, anche senza il blocco della didattica, da dieci studenti senza che i presidi si oppongano?
Ma sopratutto i preside sono consapevoli che oggi siamo di fronte ad una rioccupazione?
Spero di ricevere presto le risposte a questi due semplici quesiti.
P.S. mi devo scusare con la ragazza che un po’ di tempo fa in A1 mi ha suggerito di andare a zappare invece di scrivere; sfortunatamente il maltempo mi ha impedito di seguire il tuo suggerimento che comunque spero presto di poter mettere in pratica.
Antonio Nesci
Non posso darvi molte informazioni sulla festa e come al solito il sito del movimento non è di grande aiuto.
Va detto però che l’occupazione è stata decisa da una decina di studenti, i quali come al solito non si sentono in dovere non solo di confrontarsi con gli studenti, ma nemmeno di scrivere due righe sul loro Blog per spiegare la decisione di riprendere questa forma di protesta.
Nella puntata di Banzai dal titolo (RI)Occupazione di Sociologia e SdC si è affrontato il tema della scarsa partecipazione degli studenti alla vita politica delle due Facoltà, dando la colpa in un modo a mio avviso eccessivo, agli stessi studenti, i quali non sembrano interessati alle vicende che li circondano.
Io non sono d’accordo, i primi mesi della contestazione anti 133, portata avanti da Studenti in Movimento che è formato sia da studenti di Sociologia che di Scienze della Comunicazione, la partecipazione alle Assemblee per discutere le modalità di protesta da parte degli studenti era più che buona, tanto da riempire il cortile di via Salaria o l’aula Magna di Sociologia sempre in via Salaria. Una mobilitazione durata alcuni mesi che però ad un certo punto si è spezzata al momento della prima occupazione.
Non a caso da quel momento in poi gli studenti hanno iniziato a prendere le distanze dal Movimento, che portava avanti pensieri ed iniziative non condivise e dove gli studenti erano diventati solo degli spettatori.
In base a questo non sono assolutamente d’ accordo nello scaricare la colpa della scarsa partecipazione sulle spalle degli studenti, pensare il contrario vuol dire nascondere i propri limiti e non voler ammettere che gli studenti hanno una testa che pensa ed è forse e proprio questo il problema.
Studenti in Movimento ha scelto la strada dello scontro e non del confronto, ha diviso invece di unire ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, noi di OFF-LINE lo abbiamo denunciato ed oggi siamo ignorati dal movimento, oggi l’A1 è tornato ad essere un ghetto, non per volontà degli studenti ma per una scelta degli stessi Studenti in Movimento.
Anche la bassissima affluenza alle elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi può essere spiegata con una campagna elettorale a dir poco Fantozziana dove si va a votare o per amicizia o perché letteralmente accompagnati davanti ai seggi da qualche amico dell’amico, i programmi sono un qualcosa di sconosciuto e da noi i risultati si sono visti.
Per tanto la colpa della scarsa partecipazione non è da imputare agli studenti, ma ha ciò che si vuole comunicare.
Che cosa sta comunicando un Movimento che in dieci persone occupa due Facoltà?
Questa domanda la pongo agli Studenti in Movimento.
Ci sono però altre due domande che voglio porre sia al preside di Scienze della Comunicazione che quello di Sociologia: come è possibile che due Facoltà vengano occupate, anche senza il blocco della didattica, da dieci studenti senza che i presidi si oppongano?
Ma sopratutto i preside sono consapevoli che oggi siamo di fronte ad una rioccupazione?
Spero di ricevere presto le risposte a questi due semplici quesiti.
P.S. mi devo scusare con la ragazza che un po’ di tempo fa in A1 mi ha suggerito di andare a zappare invece di scrivere; sfortunatamente il maltempo mi ha impedito di seguire il tuo suggerimento che comunque spero presto di poter mettere in pratica.
Antonio Nesci
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12/18/2008
(Ri)Occupazione di Sociologie e SdC Sapienza Roma
12/12/2008
La confusione della sinistra tra Luxuria e Murdoch
“Vladimir come Obama?”. Una frase strillata dalla Ventura all’ultima puntata dell’Isola dei famosi? No. Un urlo di gioia di un fan del transgender più famoso d’Italia? Nemmeno. Allora è stato qualcuno che si è solo divertito a fare una battuta? No, neanche. Il paragone con il presidente neoeletto degli Stati Uniti è stato fatto all’indomani della vittoria di Vladimir Luxuria nel reality show di Raidue su un articolo di Liberazione,
quotidiano di Rifondazione comunista, partito per il quale è stato deputato durante la breve esperienza del governo Prodi.
A pagina 14 del giornale diretto Sansonetti, nell’articolo di Angela Azzaro, intitolato “Forza Vladimir Hai vinto tu”, si legge: «Vladimir come Obama? E' un po' esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all' Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi». Queste parole pongono innanzitutto una domanda: la vittoria ad un reality show può essere vista come la rottura di un tabù così fortemente radicato nella cultura del nostro paese? Ma indipendentemente da questo viene da chiedersi come sia possibile che un quotidiano che è
diretta espressione di un partito che si dichiara “comunista” decida di dare così grande enfasi ad un programma televisivo come l’Isola dei famosi. È vero che Luxuria è stata deputata del Prc, ma il fatto che Liberazione abbia deciso di dare tanto spazio a una trasmissione televisiva così superficiale, così
trash e così lontana dai valori della sinistra, nato per fare concorrenza al Grande Fratello delle reti berlusconiane, è l’ ennesimo indicatore della situazione di grande crisi che sta vivendo un’importante area della politica italiana. Una crisi che riguarda anche il Partito democratico, che negli ultimi giorni ha utilizzato come cavallo di battaglia contro il governo l’aumento dell’iva al 20% sull’abbonamento Sky. Per
due settimane il teatrino della politica non ha fatto altro che parlare di questo, mentre intanto si taglia sulla scuola, i precari perdono il posto di lavoro e aumenta il numero di persone che fino a ieri avevano un tenore di vita normale e oggi fanno la fila per pranzare alla mensa della caritas o aspettano che chiudano i mercati per racimolare qualcosa da mangiare. Certo, l’aumento dell’abbonamento a Sky favorirà in un modo o nell’altro le tv di Berlusconi e ancora una volta, quindi, entra il gioco l’ormai vecchia questione del conflitto d’interessi. Ma che l’opposizione decida di basare lo scontro politico sull’ aumento dell’abbonamento di una pay tv di proprietà di un ultramiliardario è incredibile, soprattutto di fronte a un governo che sta smantellando la scuola e l’università pubblica e che tra poco metterà mano anche sul sistema giudiziario.
Mai come in questo in momento il Pd, sempre più dilaniato dagli scontri tra le correnti interne, sta mostrando la sua povertà di contenuti e la sua incapacità a creare una vera e propria opposizione
al centro-destra. E questo ovviamente rafforza sempre più Berlusconi e il suo esecutivo, ormai liberi di fare e di far credere agli italiani ciò che vogliono. Se dieci anni fa qualcuno avesse detto che la sinistra italiana si sarebbe messa a fare il tifo ai reality show e a difendere le tv a pagamento in pochi gli avrebbero creduto…
Andrea Pranovi
andrea.pranovi@underpress.it
quotidiano di Rifondazione comunista, partito per il quale è stato deputato durante la breve esperienza del governo Prodi.
A pagina 14 del giornale diretto Sansonetti, nell’articolo di Angela Azzaro, intitolato “Forza Vladimir Hai vinto tu”, si legge: «Vladimir come Obama? E' un po' esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all' Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi». Queste parole pongono innanzitutto una domanda: la vittoria ad un reality show può essere vista come la rottura di un tabù così fortemente radicato nella cultura del nostro paese? Ma indipendentemente da questo viene da chiedersi come sia possibile che un quotidiano che è
diretta espressione di un partito che si dichiara “comunista” decida di dare così grande enfasi ad un programma televisivo come l’Isola dei famosi. È vero che Luxuria è stata deputata del Prc, ma il fatto che Liberazione abbia deciso di dare tanto spazio a una trasmissione televisiva così superficiale, così
trash e così lontana dai valori della sinistra, nato per fare concorrenza al Grande Fratello delle reti berlusconiane, è l’ ennesimo indicatore della situazione di grande crisi che sta vivendo un’importante area della politica italiana. Una crisi che riguarda anche il Partito democratico, che negli ultimi giorni ha utilizzato come cavallo di battaglia contro il governo l’aumento dell’iva al 20% sull’abbonamento Sky. Per
due settimane il teatrino della politica non ha fatto altro che parlare di questo, mentre intanto si taglia sulla scuola, i precari perdono il posto di lavoro e aumenta il numero di persone che fino a ieri avevano un tenore di vita normale e oggi fanno la fila per pranzare alla mensa della caritas o aspettano che chiudano i mercati per racimolare qualcosa da mangiare. Certo, l’aumento dell’abbonamento a Sky favorirà in un modo o nell’altro le tv di Berlusconi e ancora una volta, quindi, entra il gioco l’ormai vecchia questione del conflitto d’interessi. Ma che l’opposizione decida di basare lo scontro politico sull’ aumento dell’abbonamento di una pay tv di proprietà di un ultramiliardario è incredibile, soprattutto di fronte a un governo che sta smantellando la scuola e l’università pubblica e che tra poco metterà mano anche sul sistema giudiziario.
Mai come in questo in momento il Pd, sempre più dilaniato dagli scontri tra le correnti interne, sta mostrando la sua povertà di contenuti e la sua incapacità a creare una vera e propria opposizione
al centro-destra. E questo ovviamente rafforza sempre più Berlusconi e il suo esecutivo, ormai liberi di fare e di far credere agli italiani ciò che vogliono. Se dieci anni fa qualcuno avesse detto che la sinistra italiana si sarebbe messa a fare il tifo ai reality show e a difendere le tv a pagamento in pochi gli avrebbero creduto…
Andrea Pranovi
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12/02/2008
10/03/2008
Officina sdc Nuovissimo Ordinamento Didattico
Officina sdc intervista gli studenti di Scienze della Comunicazione Sapienza Roma sul tema del Nuovissimo Ordinamento Didattico.
7/06/2008
Il primo social network di Sdc off-line n22
Venerdì scorso, in aula Wolf, si è svolto il primo incontro tra gli studenti iscritti ad Oncommunity, il primo social network di Scienze della Comunicazione. Un progetto che nasce da Think Comunication, ovvero un laboratorio sulla comunicazione d’impresa diretto dalla dott.ssa Eugenia Cutini e promosso dalle cattedre di Sociologia Industriale e Post – Industriale del Prof. Renato Fontana e Sociologia dell’Organizzazione del Prof. Patrizio Di Nicola. Erano le 15. Io, Antonio e Benedetta abbiamo sfidato il caldo torrido romano perché eravamo spinti dalla curiosità di conoscere chi facesse parte di questa comunità on line. Non eravamo tantissimi all’incontro ma è periodo d’esami e si può capire. Erano presenti anche i Prof. Di Nicola e Fontana. Oncommunity è stata presentata come qualcosa di più del solito spazio riservato agli studenti. Viene visto, infatti, come un punto d’incontro tra questi ed i docenti. Un luogo dove si possono condividere esperienze, video, musica, foto. Nel forum di Scienze della Comunicazione, per esempio, www.comunicatori.net, capita spesso che ci si scambi soltanto qualche opinione utile sugli esami da sostenere. C’è chi si collega soltanto per avere dritte o per ricevere riassunti e poi chi si è visto si è visto. Manca però l’elemento fondamentale che è proprio la comunicazione. Ogni comunità che si rispetti è fatta da una comunanza di interessi. Questa però si rafforza ancor di più se c’è interazione, attivismo, conoscenza tra le persone che la compongono. Ed è quello che è successo venerdì scorso. I membri di Oncommunity hanno potuto vedersi negli occhi e forse ci sarà anche occasione di creare legami al di fuori del contesto accademico.Nel sito http://oncommunity.ning.org, ogni membro ha una sua pagina personale. Può arricchirla con delle foto, con dei video, con dei brani musicali. Ognuno ha i propri amici e può lasciare dei commenti nella pagina degli altri iscritti. Non solo, ogni membro può creare dei gruppi e tanti ne sono già nati. Uno è sul marketing, un altro è stato creato per condividere dubbi, problemi ansie sulla scrittura della tesi. C’è poi il gruppo creato dal Prof. Di Nicola, primo docente iscritto alla comunità, che vuole essere un’area di scambio di pensieri tra studenti e professori. C’è anche il gruppo creato dalla rappresentante degli studenti Benedetta Cosmi, inteso come un contenitore della comunicazione. Insomma, a più di dieci anni dalla nascita di Scienze della Comunicazione, questo può essere un primo passo per cercare di aggregare non solo gli interessi e le problematiche che ci accomunano, ma anche le persone stesse. Oncommunity può rappresentare uno spazio di confronto con i docenti, un punto di partenza per risolvere problemi interni alla facoltà, un primo gradino di attivismo. Sta alla persone stesse trasformare questo progetto da virtuale a reale.
Marco Pennacchia
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