3/25/2009
3/23/2009
An nel Pdl, il discorso finale di Fini al congresso
3/22/2009
Intervista a Alberto Morselli
Congresso Alleanza Nazionale, An confluisce nel Pdl
3/20/2009
3/19/2009
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - L'eliminazione di Laura
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - Rodolfo Marcellino
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - The Never Ending Story
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - Una Serata Indimenticabile
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vanessa - Io non ci sto
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vittorio - C'era un mio amico
Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vittorio - ET L'extraterrestre
3/18/2009
scontri onda (studenti) vs polizia Roma 18/03/2009
3/15/2009
"Pane e Libertà". Una fiction su Di Vittorio
Pierfrancesco Favino interpreta Giuseppe di Vittorio nella miniserie Pane e libertà, che Rai uno dedica al padre del sindacalismo italiano il 15 e il 16 marzo. Il film è una coproduzione Rai Fiction - Palomar Endemol ed è stato realizzato anche grazie alla collaborazione di Regione Puglia e Apulia Film Commission.
3/08/2009
Obama Barbatrucco
2/21/2009
2/18/2009
Le dimmissioni di Veltroni da segretario del Pd
Vittorio Foa e la Costituzione
2/16/2009
2/15/2009
Quarta manifestazione no Vat a Roma
2/13/2009
Manifestazione 13 febbraio - CGIL
2/10/2009
2/09/2009
2/07/2009
OFFICINAsdc - Gli Studenti rispondono a Bruno Vespa
OFFICINAsdc - TU CHE NE PENSI?
2/03/2009
Appuntamento
L’appuntamento è per giovedì 05/02 in via Salaria 113 alle ore 12:00 Facoltà SdC all’uletta bar (accanto al centro congressi).
2/02/2009
Nettuno, corteo di solidarietà per l'immigrato bruciato
Un cittadino indiano che dormiva alla stazione ferroviaria di Nettuno (Roma) è stato aggredito e dato alle fiamme da tre giovani locali, tra cui un minorenne. L'uomo ricoverato d'urgenza con ustioni alle gambe e cosciente ha permesso la cattura dei tre, che hanno detto di aver agito «per provare un'emozione forte». Nel centro cittadino, sit in e manifestazione dei cittadini nettunesi e aderenti ai movimenti e ai partiti politici della sinistra, in prima fila rappresentanti della comunità indiana locale. Alcuni giovani hanno insultato il corteo, dando vita a tafferugli sedati dalle forze dell'ordine.
2/01/2009
OFFICINAsdc - Mario Morcellini risponde a Bruno Vespa
Prof. pres. Mario Morcellini della Facoltà di Scienze della Comunicazione risponde a Bruno Vespa conduttore RAI di Porta a Porta
1/31/2009
BANZAI - Di Pietro: Napolitano mafioso
(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Tensioni tra Antonio Di Pietro e il presidente Napolitano, accusato dal leader Idv di essere a volte 'poco arbitro' e 'poco terzo'. Lo sfogo Di Pietro dopo il sequestro a piazza Farnese di un manifesto con la scritta 'Napolitano dorme, l'Italia insorge'. Immediata la replica del Quirinale: la presidenza della Repubblica e' estranea alla vicenda dello striscione, da Di Pietro parole 'offensive'. E interviene anche il presidente della Camera Fini: 'La critica non travalichi il rispetto'.
1/28/2009
Medici senza frontiere: no alla segnalazioni dei migranti irregolari
Medici senza frontiere lancia un appello ai senatori affinché non approvino l'emendamento al pacchetto sicurezza che revoca il principio di "non denuncia" dei migranti irregolari che si rivolgono alle struttura sanitaria italiana. Duro attacco dei medici: «Non siamo spie».
Gaza dopo i bombardamenti
Una delegazione della Federazione internazionale dei giornalisti è stata a Gaza dal 22 al 24 gennaio scorsi. Due giorni e mezzo per comprendere e raccontare una realtà difficile. La missione ha consentito ai giornalisti di raccogliere moltissimi dati su una guerra che si è combattuta alla presenza di pochissimi media.
1/27/2009
CARLETTO IL FURBETTO
“HO 75 ANNI: LASCIO TUTTE LE PRESIDENZE DEL GRUPPO: COFIDE, CIR, M&C, ESPRESSO” - AMBROSIANO, SME, MONDADORI: LA MIA CARRIERA DANNEGGIATA DA RAGIONI POLITICHE - PRESA IN GIRO: MANTIENE IL POTERE NOMINA DEI DIRETTORI ‘REPUBBLICA E “ESPRESSO”Tra le attivita' piu' importanti del gruppo Cir-Cofide vi e', infatti, il gruppo editoriale L'Espresso; la capogruppo (gruppo editoriale L'Espresso spa) pubblica il quotidiano nazionale La Repubblica e il settimanale L'Espresso. Proprio nelle scorse settimane, in occasione della scomparsa di Carlo Caracciolo, De Benedetti ha ripercorso la storia di un'amicizia lunga 50 anni, cominciata nel 1958. ''Carlo e' stato un compagno della mia vita, l'unico vero editorie che abbia mai incontrato in vita mia'', ha detto. E la scelta, compiuta a meta' degli anni '80, di sottoscrivere un aumento di capitale dell'Espresso, che attraversava un momento di difficolta', ''fu una scelta del tutto irrazionale, fatto un po' per amicizia nei confronti di Eugenio Scalfari e un po' per il fascino di Carlo che negli affari perdeva una buona parte del suo spirito romantico''.
Nel 1978, De Benedetti entra in Olivetti, di cui diviene presidente. L'azienda di Ivrea ha si' un nome glorioso ma e' molto indebitata e vicina al fallimento. L'Ingegnere pone le basi per un nuovo periodo di sviluppo: inizia una fase di ristrutturazione con la produzione di personale computer, stampanti, telefax, fotocopiatrici. Nel 1983 e' nominato Cavaliere del lavoro. Insieme ad altri nomi di spicco, fonda la European Round table of industry, di cui e' vicepresidente fino al 2004. Nel 1985 diviene membro dell'European Advisory Committee della New York Stock Exchange. Nello stesso anno diventa azionista di maggioranza della Sme, azienda dell'Italia proprietaria dewi marchi Motta, Alemagna, Bertolli, supermercati Gs e Autogrill. L'investimento e' di 497 miliardi di lire per il 64% delle azioni. Un'operazione controversa e al centro di aspre polemiche visto che la capitalizzazione era pari a 1.300 miliardi di lire.
All'inizio degli anni '80, De Benedetti diviene azioniste dal Banco Ambrosiano, acquistando il 2% del capitale. Riceve l'incarico di vicepresidente, una carica onoraria alla quale non era legata alcuna attivita' di gestione, che lascia dopo appena due mesi cedendo la sua quota. Il 2 giugno del 1987 e' nominato Ufficiale della Legion d'Honneur.
Il 1988 e' l'anno dell'opa non riuscita per la 'conquista' della Societe' Generale de Belgique. ''Persi per colpa mia. Peccai di troppa arroganza perche' dichiarai di aver vinto prima del tempo, e di troppa prudenza perche' lanciai l'opa, alla quale non ero obbligato, quando avevo il 15%: sarebbe bastato rastrellare fino al 30% in silenzio e sarebbe stata fatta'', spiego' in un'intervista. Nel 1995 fonda Omnitel, la seconda societa' europea di telefonia mobile, e Infostrada. L'anno dopo,a causa di una grave crisi dell'Olivetti, decide di lasciare l'azienda, di cui rimane presidente onorario fino al 1999. In memoria del padre, il 10 luglio del '97, fonda la Fondazione Rodolfo Debenedetti, di cui e' presidente e nel '99 nasce Sorgenia da una joint venture fra Cir e l'austriaca Verbund, entrando nel mercato dell'elettricita' e del gas in Italia. Nel 2000 fonda la CDB Web Tech, societa' specializzata in investimenti nel campo del nanotech e internet. Altro progetto in cui e' coinvolto il gruppo Cir e' la nascita di Hss Holding nel 2002. Target della societa', controllata al 67%, e' quella di diventare un operatore sanitario privato.Nel 2005, fonda la societa' finanziaria Jupiter France e sempre nello stesso anno Management & Capitali. Nel 2006 ritorna alla guida delle sue attivita' editoriali con la presidenza del Gruppo editoriale L'Espresso. Nel 2007, acquisisce con Merrill Lynch il gruppo Oakwood.
Molto si e' parlato dei rapporti di De Benedetti con la politica, fino a ventilare una sua possibile discesa in campo. Un'ipotesi che lo stesso De Benedetti definisce un 'tormentone'. ''Sono convinto- ha detto in un'intervista- che esista un'incompatibilità sostanziale e profonda tra la natura autocratica che contraddistingue le decisioni di un imprenditore e la natura democratica che deve contraddistinguere quelle del politico. E poi in Italia abbiamo già chi ha un ingombrante conflitto di interessi. Non vorrà che se ne aggiunga un altro?
PER CIR E COFIDE PRESIDENTI NON OPERATIVI SARANNO DECISI DAI CDA DI GIOVEDI' PROSSIMO...(Adnkronos) - ''Per Cir e Cofide ci saranno presidenti istituzionali e non operativi, che non interferiranno con le attivita' delle aziende''. Lo ha detto Carlo De Benedetti, annunciando a Milano l'abbandono della carica di presidente di tutte le societa' fino ad oggi presiedute. I presidenti delle due societa' saranno decisi dai rispettivi cda giovedi' prossimo.
PER LA PRESIDENZA DELL'ESPRESSO UNA FIGURA ISTITUZIONALE(Apcom) - "Per l'Espresso ho invece concordato con mio figlio Rodolfo che il nuovo presidente sia una figura istituzionale da me indicata". De Benedetti ha anche sottolineato che "non ci sarà nessun riassetto azionario", che il gruppo rimarrà così com'è e che le partecipazioni rimarranno quelle attuali.
PER LA PRESIDENZA DELL'ESPRESSO UNA FIGURA ISTITUZIONALE(Apcom) - "Per l'Espresso ho invece concordato con mio figlio Rodolfo che il nuovo presidente sia una figura istituzionale da me indicata". De Benedetti ha anche sottolineato che "non ci sarà nessun riassetto azionario", che il gruppo rimarrà così com'è e che le partecipazioni rimarranno quelle attuali.
L'INGEGNERE, INTRODURRE IN STATUTI SOCIETA' LIMITE DI ETA' (Adnkronos) - ''Dovrebbe essere introdotto nello Statuto delle Societa' un limite di eta'. Penso che noi lo faremo''. Lo ha detto Carlo De Benedetti, nel corso della conferenza stampa, tenutasi oggi a Milano, per annunciare le dimissioni dalle cariche di presidenza dei Gruppi fino ad oggi presieduti. De Benedetti ha motivato le sue decisioni con il raggiungimento dei 50 anni di vita lavorativa e i 75 anni di eta'.
da www.dagospia.com
1/26/2009
NON DITELO A TREMONTI
Lionello Mancini per il Sole 24 OreCosì, in nome dell'efficacia della collaborazione tra Istituzioni dello Stato, si è costituita la pattuglia di segugi guidata da Renato Righetti, storico punto di riferimento dell'antiriciclaggio dell'Uic e oggi della Banca d'Italia. Un gruppetto di esperti con notevoli poteri di indagine e una inedita indipendenza funzionale: i loro interfaccia saranno di fatto i soli magistrati e lo stesso Governatore.
Il gruppo di specialisti sarà «esclusivamente dedicato» alla lotta alla criminalità economica e finanzaria - dunque non al solo contrasto del reato di riciclaggio - e, su autorizzazione del Pm, potrà chiedere agli uffici preposti (banche, finanziarie, professionisti, alla stessa Banca d'Italia) ogni sorta di dati e documenti di interesse dell'inchiesta. Con, è il caso di aggiungere, una capacità di analisi e una velocità di utilizzo dei dati, finora impedita (e lamentata) dalle procedure che impongono defatiganti triangolazioni tra magistrati, polizia giudiziaria e consulenti. Data la delicatezza dei compiti assegnati alla nuova unità milanese, questa potrà richiedere - quando ritenuto necessario - la consegna di dati e documenti brevi manu, per limitare al massimo il pericolo di propalazione di notizie riservate. I membri della task force milanese saranno a tutti gli effetti ausiliari di Polizia giudiziaria a supporto del magistrato, così da semplificare le procedure e agevolare il contrasto a bancarottieri, evasori fiscali, corruttori, in genere abili e determinati nell'occultare i gruzzoli sottratti e magari nascosti in paradisi fiscali.
Se, com'è probabile, la collaborazione tra Banca d'Italia e Procura di Milano funzionerà, l'esperimento verrà esteso ad altri distretti giudiziari dell'intero territorio nazionale. L'iniziativa di un pool di specialisti finanziari che collabori con l'omologo pool di inquirenti, porta la firma del Governatore e del Procuratore di Milano, ma è verosimile che l'idea sia maturata nel collaudato tandem formato dai leader delle due pattuglie: Francesco Greco, Procuratore aggiunto di Milano e Renato Righetti, al momento numero due dell'Ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia.
Un'accoppiata che ha lavorato a tutti i casi più importanti (Parmalat, Antonveneta, "furbetti", Siemens/Enelpower) recuperando alle casse statali e alle tasche dei risparmiatori, centinaia di milioni di provenienza illecita.
da www.dagospia.com
1/25/2009
Mario Morcellini tra politica, media e movimenti
1/23/2009
UNIVERSITA' PUBBLICA E SAPERE CRITICO
Bit Generation - Lorenzo Ait 24 novembre 08
1/22/2009
Il potere logora chi non ce l’ha
“Il potere logora chi non ce l’ha” una delle affermazioni più famose di un personaggio alquanto controverso della nostra repubblica cioè il Senatore GIULIO ANDREOTTI che il 14 gennaio ha compiuto 90 anni.Raccontare in breve la sua storia è estremamente difficile visto che del privato si sa ben poco, tranne alcune curiosità, come una passione per i cannoli siciliani e le corse dei cavalli, ma ciò che impressiona è la sua capacità di riuscire a stare ben saldo al centro della vita politica italiana.
Giulio Andreotti nasce a Roma il 14 gennai 1919, laureatosi in giurisprudenza nel 1941 si specializzo’ successivamente in diritto canonico.
Intraprese la carriera politica nel corso degli studi, divenne presidente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) dal 1942 al 44 succedendo ad Aldo Moro.
Negli anni della guerra conobbe Alcide De Gasperi divenendo un suo stretto collaboratore.
Indro Montanelli disse che quando andavano in chiesa insieme, De Gasperi parlava con Dio, Andreotti col prete.
Ecco in sintesi l’elenco degli incarichi di Governo che ci da’ l’idea piena del suo peso nella vita politica Italiana:
Segretario del Consiglio dei Ministri sei volte.
Ministro dell’Interno una volta.
Ministro delle Finanze due volte.
Ministro del Tesoro una volta.
Ministro della Difesa otto volte.
Ministro dell’industria, Commercio e Artigianato due volte.
Ministro del Bilancio e Programmazione Economica due volte.
Ministro degli Affari Esteri quattro volte
Ministro degli Affari Esteri e Ministro delle Politiche Comunitarie una volta
Presidente del Consiglio sette volte
I momenti più difficile che il senatore Giulio Andreotti ha affrontato nella sua lunga carriera sono due: il primo e’ stato il rapimento del On. Aldo Moro e la sua successiva morte per mano della formazione terroristica delle Brigate Rosse.
Negli anni successivi Andreotti fu accusato di aver abbandonato l’ On. Moro al suo destino avendo scelta la politica della Fermezza.
Accuse che lui ha sempre respinto con fermezza.
La secondo vicenda è quella giudiziaria che lo ha visto coinvolto nel 1993 a Palermo per rapporti con la Mafia e a Perugia come mandante dell’uccisione del giornalista Pecorella.
Assolto in tutti e due i procedimenti, anche se nella vicenda Palermitana rimangono ancora alcuni strascichi a causa di una non assoluzione piena,dal momento che è subentrata la prescrizione per i possibili reati commessi prima degli anni ottanta.
Ripercorrendo questa vicenda nel programma Porta a Porta di Vespa afferma che dietro i suoi guai giudiziari c’è la mano politica del Partito Comunista, tanto da affermare che tutto ciò non sarebbe accaduto se ci fosse stato Enrico Bellinguer.
Oggi a 90 anni il senatore non sembra voler andare in pensione e come ebbe modo di dire Bettino Craxi “questo ci sotterra a tutti” !!!!
Non mi resta che fare gli
Auguri al Senatore Giulio Andreotti
Di Antonio Nesci
1/20/2009
1/13/2009
Calendario 2009
1/09/2009
Presentazione della ricerca:
L’Università tra crisi e futuro. Il ruolo dei media e della politica
di fronte all’alta formazione ed ai movimenti
Intervengono Rosanna Consolo e Elena Valentini
(Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Incontro in occasione dell’uscita del libro:
Manifesto per l'università pubblica
di G. Azzariti, A. Burgio, A. Lucarelli, A. Mastropaolo
Ne discutono Francesco Merloni (Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia) e
Giuseppe Ugo Rescigno (Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Università di Roma)
Coordina Paola Marsocci (Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Saranno presenti gli autori
1/08/2009
Università tra crisi e futuro 9/12/08
Gruppo: analisi della Riforma Gelmini
Elena Valentini
Gruppo: sfera pubblica e analisi dei movimenti sociali
Gianni Ciofalo
Gruppo: giovani, politica, università
Laura Iannelli
Gruppo: internet: facebook e i social network nella protesta studentesca
Andrea Cerase
Gruppo: analisi contenuti della Riforma nei blog
Claudia Polo
MATERIALE SCARICABILE
Cristiano Violan: 3+2 o Bologna Process? UNA PROSPETTIVA EUROPEA.
1/07/2009
1/04/2009
Al MEI l' On del PDL Giuliano Cazzola e l' On del PD Pina Picierno si confrontano sul caso Enpals
On del PD Pina Picierno
12/30/2008
12/26/2008
Rioccupazione!! Senza il blocco della didattica.
Non posso darvi molte informazioni sulla festa e come al solito il sito del movimento non è di grande aiuto.
Va detto però che l’occupazione è stata decisa da una decina di studenti, i quali come al solito non si sentono in dovere non solo di confrontarsi con gli studenti, ma nemmeno di scrivere due righe sul loro Blog per spiegare la decisione di riprendere questa forma di protesta.
Nella puntata di Banzai dal titolo (RI)Occupazione di Sociologia e SdC si è affrontato il tema della scarsa partecipazione degli studenti alla vita politica delle due Facoltà, dando la colpa in un modo a mio avviso eccessivo, agli stessi studenti, i quali non sembrano interessati alle vicende che li circondano.
Io non sono d’accordo, i primi mesi della contestazione anti 133, portata avanti da Studenti in Movimento che è formato sia da studenti di Sociologia che di Scienze della Comunicazione, la partecipazione alle Assemblee per discutere le modalità di protesta da parte degli studenti era più che buona, tanto da riempire il cortile di via Salaria o l’aula Magna di Sociologia sempre in via Salaria. Una mobilitazione durata alcuni mesi che però ad un certo punto si è spezzata al momento della prima occupazione.
Non a caso da quel momento in poi gli studenti hanno iniziato a prendere le distanze dal Movimento, che portava avanti pensieri ed iniziative non condivise e dove gli studenti erano diventati solo degli spettatori.
In base a questo non sono assolutamente d’ accordo nello scaricare la colpa della scarsa partecipazione sulle spalle degli studenti, pensare il contrario vuol dire nascondere i propri limiti e non voler ammettere che gli studenti hanno una testa che pensa ed è forse e proprio questo il problema.
Studenti in Movimento ha scelto la strada dello scontro e non del confronto, ha diviso invece di unire ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, noi di OFF-LINE lo abbiamo denunciato ed oggi siamo ignorati dal movimento, oggi l’A1 è tornato ad essere un ghetto, non per volontà degli studenti ma per una scelta degli stessi Studenti in Movimento.
Anche la bassissima affluenza alle elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi può essere spiegata con una campagna elettorale a dir poco Fantozziana dove si va a votare o per amicizia o perché letteralmente accompagnati davanti ai seggi da qualche amico dell’amico, i programmi sono un qualcosa di sconosciuto e da noi i risultati si sono visti.
Per tanto la colpa della scarsa partecipazione non è da imputare agli studenti, ma ha ciò che si vuole comunicare.
Che cosa sta comunicando un Movimento che in dieci persone occupa due Facoltà?
Questa domanda la pongo agli Studenti in Movimento.
Ci sono però altre due domande che voglio porre sia al preside di Scienze della Comunicazione che quello di Sociologia: come è possibile che due Facoltà vengano occupate, anche senza il blocco della didattica, da dieci studenti senza che i presidi si oppongano?
Ma sopratutto i preside sono consapevoli che oggi siamo di fronte ad una rioccupazione?
Spero di ricevere presto le risposte a questi due semplici quesiti.
P.S. mi devo scusare con la ragazza che un po’ di tempo fa in A1 mi ha suggerito di andare a zappare invece di scrivere; sfortunatamente il maltempo mi ha impedito di seguire il tuo suggerimento che comunque spero presto di poter mettere in pratica.
Antonio Nesci
12/21/2008
12/19/2008
12/18/2008
12/17/2008
Una scelta lungimirante? Costruire un asse Roma-Pomezia!
con quelli di Roma. E invece i ragazzi di Pomezia si sono rivelati molto attenti a temi così importanti come la rappresentanza studentesca, lanciando un segnale inequivocabile: “non siamo studenti di serie B”. Ancora oggi molti ragazzi, universitari e liceali, non immaginano neanche lontanamente l’esistenza di questo Polo immerso nel verde. Esse est percipi, come avrebbe detto Berkeley: ogni entità, per esistere
deve essere percepita. Per moltissimi docenti e studenti romani noi non esistevamo. E come può una cosa che non esiste, avere proposte e problemi? Filosofia a parte, sarebbe tuttavia fuorviante affermare che via Salaria si sia completamente disinteressata ai “comunicatori-in-erba” del Campus. Gli sforzi sono stati fatti e si sta ancora lavorando duro per portare il consolidamento dell’asse Roma-Pomezia a livelli produttivi: un importante passo lo ha fatto Benedetta Cosmi, la rappresentante uscente dal nostro Consiglio di facoltà, che, approfittando dell’evento organizzato al Campus da Radio Sapienza, si è messa in contatto con me per scrivere un articolo sul numero 12 di Straparlo.
“Mettiamo su un palinsesto!”, questo il titolo con cui Benedetta ha voluto costruire un ponte fra comunicatori romani e quelli pometini, proponendo agli studenti del Campus di candidarsi alle elezioni studentesche di Novembre. Sono del parere che se si vuole ottenere qualcosa ci vuole molto tempo. Ma sono anche convinto, che insistendo con fermezza nel richiederla sia a chi di dovere, ma soprattutto a
noi stessi, si possano ottenere risultati veramente grandi. La mia fondamentale missione è sviluppare - attraverso la collaborazione di chiunque ne sia interessato - l’asse Roma - Pomezia; dimostrare a preside, docenti e colleghi, che puntare sul Campus Universitario è un atto di grande lungimiranza.
Messa in uno slogan “Servizi più efficienti attraggono più studenti”. Più studenti, più tasse convogliate in facoltà, più fondi, più servizi, più studenti. E così via: più tasse, più fondi… A Pomezia serve una biblioteca, soprattutto per reperire i libri più introvabili, che ti costringono a fare pellegrinaggi a Roma.
Di una segreteria didattica, o - se proprio non si può - comitati i accoglienza, come il CIAO. E dei laboratori di comunicazione: creare una sede ad hoc per il giornale universitario, promuovere l’organizzazione di eventi (e quindi redazione, di comunicati stampa, raccolta dei dati), creare gruppi
di lavoro o di ricerca.
Sulla falsa riga dell’articolo di Benedetta, lancio un appello agli studenti romani: abbiamo tutto lo spazio necessario per ospitare eventi, seminari ed iniziative varie. Viviamo in mezzo ad una bellissima sughereta, che se sfruttata al meglio potrebbe essere la perfetta locazione per molti eventi estivi.
Pensiamo ad esempio, alla festa universitaria, che magari potremmo tenere in una stellata sera di luglio, piena di stand e musica: e se, proprio volessimo completare questa serata con dei momenti indimenticabili, potremmo allontanarci man mano dall’atmosfera festosa del palco, per ritrovarci a passeggiare su un sentiero illuminato, e, circondati dagli aromi della sughereta, udire poco a poco il canto dei grilli.
Invito tutti gli studenti di Roma a venire al Campus per mostrare loro che non sto raccontando favolette. Se siete interessati alle cose che ho scritto in questo articolo, mettevi in
contatto con me: jeankrauts@gmail.com .
L’interesse, le critiche e le idee servono sempre, specialmente se vogliamo costruire un qualcosa non solo per la facoltà, ma anche il nostro futuro professionale.
Jean-Luc Krautsieder
12/16/2008
Garanzia del pluralismo informativo in facoltà
delle rappresentanze studentesche e con la relativa pianificazione della nostra informazione legata al giornalino “Offline”, ed alla messa in video dei nostri commenti, si sono venuti a creare purtroppo episodi di intolleranza. Già in occasione della campagna elettorale si erano manifestati questi eventi, in cui sono stati illegittimamente a mio avviso staccati dei manifesti, nei confronti di alcuni movimenti di rappresentanza. Così come ingiustificabile è risultata questa pseudo lotta e pseudo contestazione nei confronti di Antonio Nesci in occasione dell’articolo sull’occupazione. Ora mi chiedo da convinto democratico come si possa non patrocinare chi come noi perpetra campagne informative completamente
apartitiche ed apoliticizzate, e che hanno come unico scopo quello di mettersi al servizio, oltre che della libertà, dei nostri ascoltatori e lettori. Quello che ritengo completamente fuori luogo è questo accaparrarsi il diritto di polemizzare su cose irreali e che sono state il risultato, di una mancanza di informazione corretta sui contenuti. Ora perdonatemi non si possono affrontare dei dibattiti quando non si hanno reali
argomenti di proposta, oppure per sentito dire si sostengono campagne di demonizzazione dell’altro. Posso assicurare, altrimenti del resto non parteciperei, come dai due a mio avviso grandi sostenitori della libera informazione, come Antonio ed Andrea Pranovi, provenga il massimo della serietà nell’affrontare gli argomenti, con il dovuto rispetto di tutte le parti chiamate in causa, e soprattutto il massimo della garanzia del pluralismo. Andrea soprattutto, e lo posso dire apertamente, non legge mai i nostri articoli, non censura mai niente, e perdonatemi se questa non è libertà d’informazione, ce lo dovrebbe dire chi contesta, qual è la “diritta via” da seguire; lo ascolteremmo con la giusta attenzione! Ci è stato contestato nell’ultimo video messo in rete su youtube, che noi in occasione del dibattito sulle elezioni universitarie, abbiamo omesso il fatto che nel movimento “Vento di cambiamento”, ci siano potenziali votanti del vecchio partito di Berlusconi “Forza Italia”, ora “P.d.l.”. Non è assolutamente vero, come del resto possono confermare le immagini. Questo tema è stato affrontato e come dandogli la giusta importanza.
Lo abbiamo esplicitamente chiesto al rappresentante candidato ospite, Franco Noè ed è venuto fuori il fatto che pur avendo una connotazione nel centrodestra, il movimento si continua a dichiarare apartitico. Da notare come “Vento di cambiamento” sia contro la legge 133. Dunque di cosa stiamo parlando! Paradosso, colui che ha compiuto dichiarazioni non ha nemmeno visto il nostro video. Suvvia!! Non facciamo i ridicoli. La nostra filosofia è stata sempre quella di dare voce a tutti, a chi è orientato a sinistra, a chi è orientato a destra,a chi al centro. Abbiamo chiesto ai pseudo contestatori, di venire a controbattere, non si è presentato nessuno. Parla da sola la cosa. Tutto ciò mi sembra una strumentalizzazione del tutto priva di reali basi solide di argomentazione che termina in una superficialità, che non serve a nessuno e che non ci rende né veramente liberi e né soprattutto in procinto di crescita culturale, ma infinitamente schiavi del pregiudizio.
Patrizio Rosati
12/15/2008
12/12/2008
La confusione della sinistra tra Luxuria e Murdoch
quotidiano di Rifondazione comunista, partito per il quale è stato deputato durante la breve esperienza del governo Prodi.
A pagina 14 del giornale diretto Sansonetti, nell’articolo di Angela Azzaro, intitolato “Forza Vladimir Hai vinto tu”, si legge: «Vladimir come Obama? E' un po' esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all' Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi». Queste parole pongono innanzitutto una domanda: la vittoria ad un reality show può essere vista come la rottura di un tabù così fortemente radicato nella cultura del nostro paese? Ma indipendentemente da questo viene da chiedersi come sia possibile che un quotidiano che è
diretta espressione di un partito che si dichiara “comunista” decida di dare così grande enfasi ad un programma televisivo come l’Isola dei famosi. È vero che Luxuria è stata deputata del Prc, ma il fatto che Liberazione abbia deciso di dare tanto spazio a una trasmissione televisiva così superficiale, così
trash e così lontana dai valori della sinistra, nato per fare concorrenza al Grande Fratello delle reti berlusconiane, è l’ ennesimo indicatore della situazione di grande crisi che sta vivendo un’importante area della politica italiana. Una crisi che riguarda anche il Partito democratico, che negli ultimi giorni ha utilizzato come cavallo di battaglia contro il governo l’aumento dell’iva al 20% sull’abbonamento Sky. Per
due settimane il teatrino della politica non ha fatto altro che parlare di questo, mentre intanto si taglia sulla scuola, i precari perdono il posto di lavoro e aumenta il numero di persone che fino a ieri avevano un tenore di vita normale e oggi fanno la fila per pranzare alla mensa della caritas o aspettano che chiudano i mercati per racimolare qualcosa da mangiare. Certo, l’aumento dell’abbonamento a Sky favorirà in un modo o nell’altro le tv di Berlusconi e ancora una volta, quindi, entra il gioco l’ormai vecchia questione del conflitto d’interessi. Ma che l’opposizione decida di basare lo scontro politico sull’ aumento dell’abbonamento di una pay tv di proprietà di un ultramiliardario è incredibile, soprattutto di fronte a un governo che sta smantellando la scuola e l’università pubblica e che tra poco metterà mano anche sul sistema giudiziario.
Mai come in questo in momento il Pd, sempre più dilaniato dagli scontri tra le correnti interne, sta mostrando la sua povertà di contenuti e la sua incapacità a creare una vera e propria opposizione
al centro-destra. E questo ovviamente rafforza sempre più Berlusconi e il suo esecutivo, ormai liberi di fare e di far credere agli italiani ciò che vogliono. Se dieci anni fa qualcuno avesse detto che la sinistra italiana si sarebbe messa a fare il tifo ai reality show e a difendere le tv a pagamento in pochi gli avrebbero creduto…
Andrea Pranovi
andrea.pranovi@underpress.it
12/11/2008
12/07/2008
12/02/2008
11/16/2008
(Anti)Fascismo?
Io credo ci sia tanto. Innanzitutto dimostra quanto questa parte del movimento sia debole a livello di idee se oggi per poter mantenere insieme le numerose anime che ne fanno parte deve trasformare un valore in una bandiera con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
E’ sufficiente infatti vedere il video su YOUTUBE sul canale OFFICINAsdc dal titolo: Occupazione delle Facoltà di S.d.C. e Sociologia Sapienza Roma, per rendersi conte della violenza verbale che tutto ciò produce.
Forse chi legge crede che tutto ciò sia lontano dalle nostre Facoltà (Sociologia e Scienze della Comunicazione) e che alla fine sono solo parole di studenti che cercano di scaldare gli animi.
Non è così! Anche da noi si sono verificate delle azioni che possono essere interpretate come un inizio di intolleranza profonda e con sfumature violente che non vanno sottovalutate. Un esempio emblematico è avvenuto qualche settimana fa quando i manifesti elettorali dei ragazzi del movimento studentesco Vento di Cambiamento, che si presenta alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza studentesca al Consiglio di Facoltà di Scienze della Comunicazione, sono stati staccati e gettati per terra da alcuni studenti che si fanno portatori del valore dell’anti-fascismo.
Tutto ciò non è passato inosservato ad un gruppo di studenti che hanno chiesto spiegazioni a questi sedicenti anti-fascisti i quali hanno risposta che il Movimento Vento di Cambiamento è un movimento Fascista e pertanto non può avere il diritto di “esistere”.
Io ho intervistato Francesco Noè candidato nel Movimento Vento di Cambiamento che si è rammaricato di questo incidente, ma soprattutto ha ribadito che ne’ lui ne’ la Lista che lo sostiene sono dei nostalgici Fascisti, rimanendo comunque molto colpito e turbato da questa vicenda.
Tutto ciò mi fa riflettere e mi domando e vi domando... se l’anti-fascismo oggi venisse strumentalizzato per essere trasformato in una ghigliottina dove decapitare la libertà di alcuni a favore di altri?
Tutto ciò non è nuovo, ci sono esempi nella storia che dimostrano che quando partiti, movimenti o gruppi di potere di origini diverse esauriscono i contenuti pur di non sparire o percorrere la strada dell’auto critica si scagliano contro fantasmi immaginari, ingigantendoli ed usando la strategia del terrore con conseguenze che possono essere disastrose.
Io personalmente mi aspetto che tra qualche giorno prima di poter entrare nelle Facoltà dovremmo dichiarare non solo di essere anti-fascisti ma anche di sinistra per poter ancora avere il diritto di cittadinanza.
di Antonio Nesci.
11/01/2008
MODALITA’ ALTERNATIVE DI PROTESTA
di Sara Monsù
10/31/2008
Appuntamenti via Salaria 113 occupata
ore 22: Sangria Party
"Danza e Militanza"
Via Salaria 113
Domenica 2 Novembre
ore 18: Proiezione Film
"La notte delle matite spezzate"
Aula Magna
ore 20: Aperitivo Sociale
con contorni musicali
Cortile interno
Lunedì 3 Novembre
ore 10: Assemblea Studentesca
Aula Magna
ore 14: Lezione del Prof. Luciano Benadusi
"Università italiana, tra riforma e decadenza"
Cortile interno
NO all’occupazione
Si va dalle lezioni nelle piazze, caldeggiate da alcuni docenti, o per le strade, al centro degli incroci per produrre il massimo disaggio, proposta da alcuni studenti ecc…
Si potrebbe gia’ dibattere a lungo sulla legittimità di azioni del genere, ma il nodo che in ogni assemblea produce un forte attrito tra gli stessi studenti e i docenti riguarda l’ occupazioni delle Facoltà.
E’ in dubbio che la maggioranza degli studenti è consapevole della gravità dei tagli prodotti dalle legge 133, ma non è disposta ad un’ occupazione che produrrebbe solo un “danno” a loro stessi per almeno due ragioni.
La prima riguarda puramente una questione di maggiore difficoltà di mobilitazione, oggi è sufficiente tappezzare la Facoltà di manifesti o passare per le aule dove ci sono le lezioni per comunicare le iniziative. Con l’occupazione tutto ciò non sarà più possibile, visto che da esperienze passate si è visto che gli studenti in caso di blocco non vengono in Facoltà per le ragioni più disparate.
Il secondo punto riguarda ciò che noi vogliamo comunicare al di fuori.
In questi mesi i media ci hanno dipinto come dei fannulloni, noi dobbiamo dimostrare di essere migliori, ma non solo.
Se ormai è palese che la Destra e la Sinistra si sono posti un obiettivo preciso cioè di bloccare e smantellare Università e la Scuola pubblica, noi dobbiamo andare contro corrente dobbiamo essere ciò che non siamo stati negli anni passati: il vero motore del cambiamento; e l’occupazione è un frutto avvelenato che alla lunga non ci permetterà quello scambio di opinioni che è la benzina del nostro motore.
Tutti noi dobbiamo essere consapevoli che in ballo non c’è solo una questione di fondi dati o non dati, ma il problema è più profondo e riguarda il tipo di società che noi vogliamo per il nostro amato paese, oggi noi siamo soli ed è questa la nostra forza, noi oggi abbiamo la possibilità di costruire un nuovo paese scalzando questa nostra classe politica mediocre.
Non posso non fare un accenno a quel bravo venditore di fumo che guida il più grande partito di opposizione e dirgli:
TU NON SEI MEGLIO DELL’ALTRO VENDITORE DI FUMO.
di Antonio Nesci
10/27/2008
10/26/2008
Un'azione unita contro la legge 133/08: secondo atto

Che sia un giovedì diverso rispetto agli altri si capisce già dalla mattina. Sono circa le 11. Arrivo a piazzale Aldo Moro ed incontro un cordone di studenti che sta per entrare nell'università. Davanti ad esso ci sono le forze dell'ordine. Seguo il flusso di gente che procede
fino alla statua della Minerva. L'assemblea è stata programmata per le 12, in Aula Magna, ma la gente è già tanta. Le scale che portano al rettorato sono occupate, così come la piazza dove
sorge la statua. C'è chi è soltanto incuriosito dai cori e non capisce cosa stia succedendo, chi, invece, è lì per far valerei propri diritti. Poco prima di mezzogiorno, gli scherni lasciano il posto
alle riflessioni. Il dibattito inizia e si tiene fuori, perché si è in troppi per poter entrare in Aula Magna.
Tante sono le facoltà che fanno sentire la propria voce. La prima a parlare è una ragazza di psicologia, che racconta di alcune assemblee, tenute nella sua facoltà, dove ha partecipato pure il Preside. Subito dopo interviene uno studente di fisica, che racconta di una settimana di incontri nei quali si è discussa la legge 133/08 per intero. Nella sua facoltà, dice, si vuole
costituire un “laboratorio permanente” di analisi della situazione. Gli studenti di fisica propongono il blocco della didattica che dovrà essere spiegato in tutte le motivazioni. Opinione condivisa anche da una ragazza di giurisprudenza, che non sopporta il fatto che sia l'università a dover pagare i buchi del governo. Ci sono anche ingegneria, economia, sociologia, scienze della comunicazione, scienze politiche. Anche medicina è presente, ed una studentessa racconta di come per la prima volta, in questa facoltà, ci sia stata una mobilitazione.
Dunque tante voci, che sono seguite da un intervento molto importante: quello di Luigi Frati. Il nuovo rettore della Sapienza esprime tutto il proprio dissenso per la privatizzazione dell'università, definita “una cretinata” e “al di fuori di ciò che detta la costituzione”. Tuttavia,
afferma che il problema è già insito da tempo nell'ambito accademico: la legge Berlinguer è più una legge per i professori che per gli studenti. Questo rende i corsi di laurea incapaci a “formare”. Inoltre, le strutture sono quelle che sono. Tutto ciò fa decadere il valore della cultura, non solo la legge 133. Frati parla, poi, del blocco della didattica definendolo “una soluzione immatura” perché c'è bisogno di una riflessione comune. Conclude il suo intervento rimandando alle decisioni del Senato Accademico. Dopo il discorso del rettore, qualche persona inizia ad andare via. Non tutti. Centinaia di studenti decidono di organizzare un corteo. La destinazione è via XX settembre 97, il Ministero dell'Economia. Mentre marciamo con loro, l'atmosfera che si sente è amichevole. Si crea quasi un senso di comunità, testimoniato dai tentativi di coinvolgimento ma anche dai saluti che provengono dalle macchine e dalle finestre
aperte.
Si respira un'aria che sa di un passato sentito ormai come troppo lontano.
di Marco Pennacchia
