4/05/2009

Terremoto in Abruzzo - Crollli a l'Aquila



Terremoto in Abruzzo, il servizio della TV CNN


TERREMOTO IN ABRUZZO-LE PRIME IMMAGINI DELLA TRAGEDIA(6/4/2009)


Terremoto L'Aquila Immagini sfollati


Terremoto in Abruzzo - la cronaca


TERREMOTO ABRUZZO(06/04/2009)-LA TESTIMONIANZA DI UN SOPRAVISSUTO


L' Aquila Abruzzo Terremoto Earthquake si scava sotto le macerie YOUREPORTER.IT


Terremoto all'Aquila in diretta al Grande Fratello


TERREMOTO DEVASTANTE in ABRUZZO IL MESSAGGIO DI OBAMA


Terremoto in Italia L Aquila Abruzzo 06 04 2009


Terremoto In Abruzzo Conferenza Stampa Di Berlusconi E Bertolaso

4/04/2009

4 aprile, la sinistra alla manifestazione Cgil

Rassegna.it - Interviste a Fausto Bertinotti, Pierluigi Bersani, Niki Vendola e Sergio Cofferati. La sinistra e il sindacato. La tutela del lavoro ai tempi della crisi.

3/31/2009

Eugenio Benetazzo alla CFN CNBC

Giuseppe Di Vittorio intervista Eugenio Benetazzo
Grande affluenza alla consultazione organizzata dalla Cgil nei luoghi di lavoro: il 96% dei votanti ha bocciato lintesa separata sui contratti. Epifani: "Al voto hanno molte più persone di quanto sono gli iscritti alla Cgil.

MAI DIRE GRANDE FRATELLO









3/30/2009

Tolleranza Zoro 27a puntata (Parla con me)

Da Alleanza Nazionale, a guardala mentre si scioglie per il Pdl, tra Almirante e Bobo Craxi, colonnelli e furieri, i libri di Gasparri e gli sguardi di Elisabetta.

3/23/2009

An nel Pdl, il discorso finale di Fini al congresso

Gianfranco Fini dà l'addio ad Alleanza nazionale e sancisce la confluenza nel Pdl: «Un partito per immaginare l'Italia nei prossimi 10-15 anni». Berlusconi sarà il leader: «Ma no al culto della personalità».

3/22/2009

Intervista a Alberto Morselli

La crisi economica della chimica e dell'energia e le soluzioni per uscirne. Intervista al segretario generale della Filcem Cgil durante il forum nella redazione di Rassegna sindacale e rassegna.it

Congresso Alleanza Nazionale, An confluisce nel Pdl

E' iniziata alla Fiera capitolina la due giorni con cui Alleanza Nazionale entrerà a far parte del nuovo Pdl. A Ignazio La Russa è stato affidato il discorso di apertura: «An e Forza Italia sono gemelli di vita». Soddisfazione è stata espressa anche da Gasparri, Meloni e Matteoli.

3/19/2009

Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - L'eliminazione di Laura

Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - L'eliminazione di Laura


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - Rodolfo Marcellino


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - The Never Ending Story


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Marcello - Una Serata Indimenticabile


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vanessa - Io non ci sto


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vittorio - C'era un mio amico


Mai Dire Grande Fratello 16 Marzo 2009 - Vittorio - ET L'extraterrestre

3/18/2009

scontri onda (studenti) vs polizia Roma 18/03/2009

tensione scontri università la sapienza roma 18 03 09...Studenti dell'ONDA lanciano scarpe e bottigliette contro la polizia....

Luigi De Magistris con IDV al Parlamento Europeo

3/15/2009

"Pane e Libertà". Una fiction su Di Vittorio



Pierfrancesco Favino interpreta Giuseppe di Vittorio nella miniserie Pane e libertà, che Rai uno dedica al padre del sindacalismo italiano il 15 e il 16 marzo. Il film è una coproduzione Rai Fiction - Palomar Endemol ed è stato realizzato anche grazie alla collaborazione di Regione Puglia e Apulia Film Commission.

3/08/2009

Obama Barbatrucco

Eugenio Benetazzo a Tele Nordest: Febbraio 2009

2/18/2009

Le dimmissioni di Veltroni da segretario del Pd

Walter Veltroni spiega le ragioni delle sue dimissioni da segretario del Pd. Nelle sue parole l'ammissione di non essere riuscito a dare seguito all'idea di un partito nuovo con un'identità corrispondente ai tempi ed alle esigenze. L'ex segretario ha però ribadito che nel paese ci sono le condizioni per l'affermazione di un forza riformista.

Vittorio Foa e la Costituzione

Un'intervista a Vittorio Foa realizzata nel novembre 2005. Foa parla della Costituzione, dei giorni in cui fu scritta, del suo valore e di quello che dovrebbe essere ripensato oggi. L'insegnamento di un padre costituente.

2/15/2009

Quarta manifestazione no Vat a Roma

Il coordinamento di associazioni e collettivi "FacciamoBreccia" ha sfilato oggi per le strade di Roma per ribadire la richiesta di cancellazione dei Patti Lateranensi e il diritto all'autodeterminazione. Il corteo, a cui hanno partecipato un migliaio di persone circa, è partito alle 16 da Piazza della Repubblica per poi concludersi con l'arrivo in Campo de' Fiori.

2/13/2009

Manifestazione 13 febbraio - CGIL

Rassegna.it --- Epifani, Segretario Generale della CGIL, intervistato alla manifestazione del 13 febbraio a Roma. Intervengono alcuni manifestanti e lavoratori. Parlano D'Alema, Bettini, Vendola, Fassino.


2/03/2009

Appuntamento

Stiamo organizzando la registrazione di un video in risposta alla provocazione di Bruno Vespa a Porta a Porta, il preside ha già risposto in un’intervista, ora tocca a noi dire la nostra al “simpatico” presentatore.
L’appuntamento è per giovedì 05/02 in via Salaria 113 alle ore 12:00 Facoltà SdC all’uletta bar (accanto al centro congressi).

2/02/2009

Nettuno, corteo di solidarietà per l'immigrato bruciato


Un cittadino indiano che dormiva alla stazione ferroviaria di Nettuno (Roma) è stato aggredito e dato alle fiamme da tre giovani locali, tra cui un minorenne. L'uomo ricoverato d'urgenza con ustioni alle gambe e cosciente ha permesso la cattura dei tre, che hanno detto di aver agito «per provare un'emozione forte». Nel centro cittadino, sit in e manifestazione dei cittadini nettunesi e aderenti ai movimenti e ai partiti politici della sinistra, in prima fila rappresentanti della comunità indiana locale. Alcuni giovani hanno insultato il corteo, dando vita a tafferugli sedati dalle forze dell'ordine.

2/01/2009

OFFICINAsdc - Mario Morcellini risponde a Bruno Vespa



Prof. pres. Mario Morcellini della Facoltà di Scienze della Comunicazione risponde a Bruno Vespa conduttore RAI di Porta a Porta

1/31/2009

Pacchi alle Poste



BANZAI - Di Pietro: Napolitano mafioso







(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Tensioni tra Antonio Di Pietro e il presidente Napolitano, accusato dal leader Idv di essere a volte 'poco arbitro' e 'poco terzo'. Lo sfogo Di Pietro dopo il sequestro a piazza Farnese di un manifesto con la scritta 'Napolitano dorme, l'Italia insorge'. Immediata la replica del Quirinale: la presidenza della Repubblica e' estranea alla vicenda dello striscione, da Di Pietro parole 'offensive'. E interviene anche il presidente della Camera Fini: 'La critica non travalichi il rispetto'.

1/28/2009

Medici senza frontiere: no alla segnalazioni dei migranti irregolari


Medici senza frontiere lancia un appello ai senatori affinché non approvino l'emendamento al pacchetto sicurezza che revoca il principio di "non denuncia" dei migranti irregolari che si rivolgono alle struttura sanitaria italiana. Duro attacco dei medici: «Non siamo spie».

Gaza dopo i bombardamenti



Una delegazione della Federazione internazionale dei giornalisti è stata a Gaza dal 22 al 24 gennaio scorsi. Due giorni e mezzo per comprendere e raccontare una realtà difficile. La missione ha consentito ai giornalisti di raccogliere moltissimi dati su una guerra che si è combattuta alla presenza di pochissimi media.

1/27/2009

CARLETTO IL FURBETTO

“HO 75 ANNI: LASCIO TUTTE LE PRESIDENZE DEL GRUPPO: COFIDE, CIR, M&C, ESPRESSO” - AMBROSIANO, SME, MONDADORI: LA MIA CARRIERA DANNEGGIATA DA RAGIONI POLITICHE - PRESA IN GIRO: MANTIENE IL POTERE NOMINA DEI DIRETTORI ‘REPUBBLICA E “ESPRESSO”
DE BENEDETTI STORY: L'INGEGNERE TRA FINANZA E GIORNALI
(Adnkronos) - Dalla Fiat all'Olivetti, dalla Sme al Banco Ambrosiano, da L'Espresso e Omnitel alla piu' recente 'avventura' dell'investment company Management & Capitali. Sono queste alcune delle tappe della lunga carriera dell'Ingegnere, che lega il suo nome alle piu' importanti pagine della vita economica italiana degli ultimi decenni e che oggi, in una conferenza stampa, ha annunciato, a sorpresa, di lasciare le presidenze delle societa' da lui fondate.
Carlo De Benedetti nasce a Torino il 14 novembre del 1934 e si laurea in ingeneria elettrotecnica al Politecnico nel 1958. Muove i primi passi nell'azienda paterna, la Compagnia Italiana Tubi Metallici e, successivamente, insieme al fratello Franco, acquisisce nel 1972 la Gilardini, della quale diventa presidente e amministratore delegat fino al '76. L'azienda,quotata che fino ad allora si era occupata di affari immobiliari, viene trasformata in una holding che opera nel comparto metalmeccanico. Intanto, nel 1974, viene nominato presidente dell'Unione industriali di Torino.
Nella primavera del 1976, approda alla Fiat, chiamato da Umberto Agnelli. Viene nominato amministratore delegato, carica che rivestira' per 100 giorni. In dote porta il 60% del capitale della Gilardini in cambio di una quota azionaria della Fiat (5%). L'Ingegnere comincia a tagliare drasticamente l'organico dei dirigenti, ma sembra voler fare di più. La cronaca racconta di un tentativo di scalata da parte del top manager e del fratello Franco, appoggiato da gruppi finanziari elvetici, che di certo fu scoperto dagli Agnelli. Fatto sta che, come allora si disse, De Benedetti lascio' la casa torinese per ''divergenze strategiche. Subito dopo con il denaro ottenuto dalla cessione delle azioni Fiat, De Benedetti rileva le Compagnie industriali riunite, Cir, e trasforma una piccola conceria in una delle piu' importanti holding private. La Cir, con piu' di 10 mila dipendenti, viene quotata alla Borsa di Milano. Per quasi 20 anni, De Benedetti ne' sara' vicepresidente e amministratore delegato. Nel 1995 ne assumera' anche la carica di presidente. Sempre nello stesso anno, De Benedetti da' vita a Cofide, Compagnia Finanziaria De Benedetti. Si prepara il terreno per il grande salto nell'editoria.
Tra le attivita' piu' importanti del gruppo Cir-Cofide vi e', infatti, il gruppo editoriale L'Espresso; la capogruppo (gruppo editoriale L'Espresso spa) pubblica il quotidiano nazionale La Repubblica e il settimanale L'Espresso. Proprio nelle scorse settimane, in occasione della scomparsa di Carlo Caracciolo, De Benedetti ha ripercorso la storia di un'amicizia lunga 50 anni, cominciata nel 1958. ''Carlo e' stato un compagno della mia vita, l'unico vero editorie che abbia mai incontrato in vita mia'', ha detto. E la scelta, compiuta a meta' degli anni '80, di sottoscrivere un aumento di capitale dell'Espresso, che attraversava un momento di difficolta', ''fu una scelta del tutto irrazionale, fatto un po' per amicizia nei confronti di Eugenio Scalfari e un po' per il fascino di Carlo che negli affari perdeva una buona parte del suo spirito romantico''.
Nel 1978, De Benedetti entra in Olivetti, di cui diviene presidente. L'azienda di Ivrea ha si' un nome glorioso ma e' molto indebitata e vicina al fallimento. L'Ingegnere pone le basi per un nuovo periodo di sviluppo: inizia una fase di ristrutturazione con la produzione di personale computer, stampanti, telefax, fotocopiatrici. Nel 1983 e' nominato Cavaliere del lavoro. Insieme ad altri nomi di spicco, fonda la European Round table of industry, di cui e' vicepresidente fino al 2004. Nel 1985 diviene membro dell'European Advisory Committee della New York Stock Exchange. Nello stesso anno diventa azionista di maggioranza della Sme, azienda dell'Italia proprietaria dewi marchi Motta, Alemagna, Bertolli, supermercati Gs e Autogrill. L'investimento e' di 497 miliardi di lire per il 64% delle azioni. Un'operazione controversa e al centro di aspre polemiche visto che la capitalizzazione era pari a 1.300 miliardi di lire.
All'inizio degli anni '80, De Benedetti diviene azioniste dal Banco Ambrosiano, acquistando il 2% del capitale. Riceve l'incarico di vicepresidente, una carica onoraria alla quale non era legata alcuna attivita' di gestione, che lascia dopo appena due mesi cedendo la sua quota. Il 2 giugno del 1987 e' nominato Ufficiale della Legion d'Honneur.
Il 1988 e' l'anno dell'opa non riuscita per la 'conquista' della Societe' Generale de Belgique. ''Persi per colpa mia. Peccai di troppa arroganza perche' dichiarai di aver vinto prima del tempo, e di troppa prudenza perche' lanciai l'opa, alla quale non ero obbligato, quando avevo il 15%: sarebbe bastato rastrellare fino al 30% in silenzio e sarebbe stata fatta'', spiego' in un'intervista. Nel 1995 fonda Omnitel, la seconda societa' europea di telefonia mobile, e Infostrada. L'anno dopo,a causa di una grave crisi dell'Olivetti, decide di lasciare l'azienda, di cui rimane presidente onorario fino al 1999. In memoria del padre, il 10 luglio del '97, fonda la Fondazione Rodolfo Debenedetti, di cui e' presidente e nel '99 nasce Sorgenia da una joint venture fra Cir e l'austriaca Verbund, entrando nel mercato dell'elettricita' e del gas in Italia. Nel 2000 fonda la CDB Web Tech, societa' specializzata in investimenti nel campo del nanotech e internet. Altro progetto in cui e' coinvolto il gruppo Cir e' la nascita di Hss Holding nel 2002. Target della societa', controllata al 67%, e' quella di diventare un operatore sanitario privato.Nel 2005, fonda la societa' finanziaria Jupiter France e sempre nello stesso anno Management & Capitali. Nel 2006 ritorna alla guida delle sue attivita' editoriali con la presidenza del Gruppo editoriale L'Espresso. Nel 2007, acquisisce con Merrill Lynch il gruppo Oakwood.
Molto si e' parlato dei rapporti di De Benedetti con la politica, fino a ventilare una sua possibile discesa in campo. Un'ipotesi che lo stesso De Benedetti definisce un 'tormentone'. ''Sono convinto- ha detto in un'intervista- che esista un'incompatibilità sostanziale e profonda tra la natura autocratica che contraddistingue le decisioni di un imprenditore e la natura democratica che deve contraddistinguere quelle del politico. E poi in Italia abbiamo già chi ha un ingombrante conflitto di interessi. Non vorrà che se ne aggiunga un altro?
PER CIR E COFIDE PRESIDENTI NON OPERATIVI SARANNO DECISI DAI CDA DI GIOVEDI' PROSSIMO...(Adnkronos) - ''Per Cir e Cofide ci saranno presidenti istituzionali e non operativi, che non interferiranno con le attivita' delle aziende''. Lo ha detto Carlo De Benedetti, annunciando a Milano l'abbandono della carica di presidente di tutte le societa' fino ad oggi presiedute. I presidenti delle due societa' saranno decisi dai rispettivi cda giovedi' prossimo.
PER LA PRESIDENZA DELL'ESPRESSO UNA FIGURA ISTITUZIONALE(Apcom) - "Per l'Espresso ho invece concordato con mio figlio Rodolfo che il nuovo presidente sia una figura istituzionale da me indicata". De Benedetti ha anche sottolineato che "non ci sarà nessun riassetto azionario", che il gruppo rimarrà così com'è e che le partecipazioni rimarranno quelle attuali.
PER LA PRESIDENZA DELL'ESPRESSO UNA FIGURA ISTITUZIONALE(Apcom) - "Per l'Espresso ho invece concordato con mio figlio Rodolfo che il nuovo presidente sia una figura istituzionale da me indicata". De Benedetti ha anche sottolineato che "non ci sarà nessun riassetto azionario", che il gruppo rimarrà così com'è e che le partecipazioni rimarranno quelle attuali.
L'INGEGNERE, INTRODURRE IN STATUTI SOCIETA' LIMITE DI ETA' (Adnkronos) - ''Dovrebbe essere introdotto nello Statuto delle Societa' un limite di eta'. Penso che noi lo faremo''. Lo ha detto Carlo De Benedetti, nel corso della conferenza stampa, tenutasi oggi a Milano, per annunciare le dimissioni dalle cariche di presidenza dei Gruppi fino ad oggi presieduti. De Benedetti ha motivato le sue decisioni con il raggiungimento dei 50 anni di vita lavorativa e i 75 anni di eta'.

da www.dagospia.com

1/26/2009

NON DITELO A TREMONTI

Lionello Mancini per il Sole 24 Ore

Da lunedì 2 febbraio, un gruppo di cinque esperti della Banca d'Italia si installerà a Milano per collaborare stabilmente con la Procura della Repubblica nelle indagini su reati economico-finanziari. Un gruppetto di consulenti che il Governatore Mario Draghi ha dislocato nella capitale economica del Paese, aderendo a una richiesta ufficiale avanzata poco dopo l'estate dal Procuratore capo Manlio Minale. Poche settimane per definire i dettagli tecnicooperativi e, poco dopo la metà di dicembre, il Governatore ha impartito le sue disposizioni.
Così, in nome dell'efficacia della collaborazione tra Istituzioni dello Stato, si è costituita la pattuglia di segugi guidata da Renato Righetti, storico punto di riferimento dell'antiriciclaggio dell'Uic e oggi della Banca d'Italia. Un gruppetto di esperti con notevoli poteri di indagine e una inedita indipendenza funzionale: i loro interfaccia saranno di fatto i soli magistrati e lo stesso Governatore.
Il gruppo di specialisti sarà «esclusivamente dedicato» alla lotta alla criminalità economica e finanzaria - dunque non al solo contrasto del reato di riciclaggio - e, su autorizzazione del Pm, potrà chiedere agli uffici preposti (banche, finanziarie, professionisti, alla stessa Banca d'Italia) ogni sorta di dati e documenti di interesse dell'inchiesta. Con, è il caso di aggiungere, una capacità di analisi e una velocità di utilizzo dei dati, finora impedita (e lamentata) dalle procedure che impongono defatiganti triangolazioni tra magistrati, polizia giudiziaria e consulenti. Data la delicatezza dei compiti assegnati alla nuova unità milanese, questa potrà richiedere - quando ritenuto necessario - la consegna di dati e documenti brevi manu, per limitare al massimo il pericolo di propalazione di notizie riservate. I membri della task force milanese saranno a tutti gli effetti ausiliari di Polizia giudiziaria a supporto del magistrato, così da semplificare le procedure e agevolare il contrasto a bancarottieri, evasori fiscali, corruttori, in genere abili e determinati nell'occultare i gruzzoli sottratti e magari nascosti in paradisi fiscali.
Se, com'è probabile, la collaborazione tra Banca d'Italia e Procura di Milano funzionerà, l'esperimento verrà esteso ad altri distretti giudiziari dell'intero territorio nazionale. L'iniziativa di un pool di specialisti finanziari che collabori con l'omologo pool di inquirenti, porta la firma del Governatore e del Procuratore di Milano, ma è verosimile che l'idea sia maturata nel collaudato tandem formato dai leader delle due pattuglie: Francesco Greco, Procuratore aggiunto di Milano e Renato Righetti, al momento numero due dell'Ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia.
Un'accoppiata che ha lavorato a tutti i casi più importanti (Parmalat, Antonveneta, "furbetti", Siemens/Enelpower) recuperando alle casse statali e alle tasche dei risparmiatori, centinaia di milioni di provenienza illecita.

da www.dagospia.com

1/25/2009

Mario Morcellini tra politica, media e movimenti

Il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini critica, nel suo intervento conclusivo alla presentazione del libro Manifesto dell' Università pubblica del 16 gennaio 09, l' atteggiamento negativo dei media e della politica nei riguardi dell' Università pubblica.







1/23/2009

UNIVERSITA' PUBBLICA E SAPERE CRITICO

Giuseppe Ugo Rescigno (docente della Facoltà di Giurisprudenza Sapienza Università di Roma),interviene su la valutazione dei professori.

Bit Generation - Lorenzo Ait 24 novembre 08

Bit Generation INIZIATIVA CULTURALE E SOCIALE DEGLI STUDENTI Lorenzo Ait Ex Alunno sdc, autore provocatorio di 30 e lode senza studiare Facoltà di Scienze della Comunicazione Sapienza Roma









1/22/2009

Il potere logora chi non ce l’ha

“Il potere logora chi non ce l’ha” una delle affermazioni più famose di un personaggio alquanto controverso della nostra repubblica cioè il Senatore GIULIO ANDREOTTI che il 14 gennaio ha compiuto 90 anni.
Raccontare in breve la sua storia è estremamente difficile visto che del privato si sa ben poco, tranne alcune curiosità, come una passione per i cannoli siciliani e le corse dei cavalli, ma ciò che impressiona è la sua capacità di riuscire a stare ben saldo al centro della vita politica italiana.

Giulio Andreotti nasce a Roma il 14 gennai 1919, laureatosi in giurisprudenza nel 1941 si specializzo’ successivamente in diritto canonico.
Intraprese la carriera politica nel corso degli studi, divenne presidente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) dal 1942 al 44 succedendo ad Aldo Moro.
Negli anni della guerra conobbe Alcide De Gasperi divenendo un suo stretto collaboratore.
Indro Montanelli disse che quando andavano in chiesa insieme, De Gasperi parlava con Dio, Andreotti col prete.
Ecco in sintesi l’elenco degli incarichi di Governo che ci da’ l’idea piena del suo peso nella vita politica Italiana:
Segretario del Consiglio dei Ministri sei volte.
Ministro dell’Interno una volta.
Ministro delle Finanze due volte.
Ministro del Tesoro una volta.
Ministro della Difesa otto volte.
Ministro dell’industria, Commercio e Artigianato due volte.
Ministro del Bilancio e Programmazione Economica due volte.
Ministro degli Affari Esteri quattro volte
Ministro degli Affari Esteri e Ministro delle Politiche Comunitarie una volta
Presidente del Consiglio sette volte

I momenti più difficile che il senatore Giulio Andreotti ha affrontato nella sua lunga carriera sono due: il primo e’ stato il rapimento del On. Aldo Moro e la sua successiva morte per mano della formazione terroristica delle Brigate Rosse.
Negli anni successivi Andreotti fu accusato di aver abbandonato l’ On. Moro al suo destino avendo scelta la politica della Fermezza.
Accuse che lui ha sempre respinto con fermezza.
La secondo vicenda è quella giudiziaria che lo ha visto coinvolto nel 1993 a Palermo per rapporti con la Mafia e a Perugia come mandante dell’uccisione del giornalista Pecorella.
Assolto in tutti e due i procedimenti, anche se nella vicenda Palermitana rimangono ancora alcuni strascichi a causa di una non assoluzione piena,dal momento che è subentrata la prescrizione per i possibili reati commessi prima degli anni ottanta.
Ripercorrendo questa vicenda nel programma Porta a Porta di Vespa afferma che dietro i suoi guai giudiziari c’è la mano politica del Partito Comunista, tanto da affermare che tutto ciò non sarebbe accaduto se ci fosse stato Enrico Bellinguer.

Oggi a 90 anni il senatore non sembra voler andare in pensione e come ebbe modo di dire Bettino Craxi “questo ci sotterra a tutti” !!!!
Non mi resta che fare gli
Auguri al Senatore Giulio Andreotti

Di Antonio Nesci

1/09/2009

Università pubblica e sapere critico

Presentazione della ricerca:
L’Università tra crisi e futuro. Il ruolo dei media e della politica
di fronte all’alta formazione ed ai movimenti
Intervengono Rosanna Consolo e Elena Valentini
(Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)

Incontro in occasione dell’uscita del libro:
Manifesto per l'università pubblica
di G. Azzariti, A. Burgio, A. Lucarelli, A. Mastropaolo
Ne discutono Francesco Merloni (Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia) e
Giuseppe Ugo Rescigno (Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Università di Roma)
Coordina Paola Marsocci (Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Saranno presenti gli autori
venerdì 16 gennaio 2009, ore 10Aula Wolf – via Salaria, 113

1/08/2009

Università tra crisi e futuro 9/12/08

Cristiano Violani, Presidente del Nucleo di Valutazione d’Ateneo





Gruppo: analisi della Riforma Gelmini
Elena Valentini





Gruppo: sfera pubblica e analisi dei movimenti sociali
Gianni Ciofalo



Gruppo: giovani, politica, università
Laura Iannelli





Gruppo: internet: facebook e i social network nella protesta studentesca
Andrea Cerase



Gruppo: analisi contenuti della Riforma nei blog
Claudia Polo



MATERIALE SCARICABILE

L'UNIVERSITA' TRA CRISI E FUTURO - il ruolo dei media e della politica di fronte all'alta formazione e ai movimenti.

Cristiano Violan: 3+2 o Bologna Process? UNA PROSPETTIVA EUROPEA.

12/26/2008

Rioccupazione!! Senza il blocco della didattica.

Giorno 10 dicembre si è svolta nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e Sociologia la festa dal titolo “Vin Brulè x tutti” per festeggiare la rioccupazione delle Facoltà.
Non posso darvi molte informazioni sulla festa e come al solito il sito del movimento non è di grande aiuto.
Va detto però che l’occupazione è stata decisa da una decina di studenti, i quali come al solito non si sentono in dovere non solo di confrontarsi con gli studenti, ma nemmeno di scrivere due righe sul loro Blog per spiegare la decisione di riprendere questa forma di protesta.

Nella puntata di Banzai dal titolo (RI)Occupazione di Sociologia e SdC si è affrontato il tema della scarsa partecipazione degli studenti alla vita politica delle due Facoltà, dando la colpa in un modo a mio avviso eccessivo, agli stessi studenti, i quali non sembrano interessati alle vicende che li circondano.
Io non sono d’accordo, i primi mesi della contestazione anti 133, portata avanti da Studenti in Movimento che è formato sia da studenti di Sociologia che di Scienze della Comunicazione, la partecipazione alle Assemblee per discutere le modalità di protesta da parte degli studenti era più che buona, tanto da riempire il cortile di via Salaria o l’aula Magna di Sociologia sempre in via Salaria. Una mobilitazione durata alcuni mesi che però ad un certo punto si è spezzata al momento della prima occupazione.
Non a caso da quel momento in poi gli studenti hanno iniziato a prendere le distanze dal Movimento, che portava avanti pensieri ed iniziative non condivise e dove gli studenti erano diventati solo degli spettatori.
In base a questo non sono assolutamente d’ accordo nello scaricare la colpa della scarsa partecipazione sulle spalle degli studenti, pensare il contrario vuol dire nascondere i propri limiti e non voler ammettere che gli studenti hanno una testa che pensa ed è forse e proprio questo il problema.
Studenti in Movimento ha scelto la strada dello scontro e non del confronto, ha diviso invece di unire ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, noi di OFF-LINE lo abbiamo denunciato ed oggi siamo ignorati dal movimento, oggi l’A1 è tornato ad essere un ghetto, non per volontà degli studenti ma per una scelta degli stessi Studenti in Movimento.
Anche la bassissima affluenza alle elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi può essere spiegata con una campagna elettorale a dir poco Fantozziana dove si va a votare o per amicizia o perché letteralmente accompagnati davanti ai seggi da qualche amico dell’amico, i programmi sono un qualcosa di sconosciuto e da noi i risultati si sono visti.
Per tanto la colpa della scarsa partecipazione non è da imputare agli studenti, ma ha ciò che si vuole comunicare.
Che cosa sta comunicando un Movimento che in dieci persone occupa due Facoltà?
Questa domanda la pongo agli Studenti in Movimento.

Ci sono però altre due domande che voglio porre sia al preside di Scienze della Comunicazione che quello di Sociologia: come è possibile che due Facoltà vengano occupate, anche senza il blocco della didattica, da dieci studenti senza che i presidi si oppongano?
Ma sopratutto i preside sono consapevoli che oggi siamo di fronte ad una rioccupazione?
Spero di ricevere presto le risposte a questi due semplici quesiti.


P.S. mi devo scusare con la ragazza che un po’ di tempo fa in A1 mi ha suggerito di andare a zappare invece di scrivere; sfortunatamente il maltempo mi ha impedito di seguire il tuo suggerimento che comunque spero presto di poter mettere in pratica.

Antonio Nesci

12/18/2008

(Ri)Occupazione di Sociologie e SdC Sapienza Roma











12/17/2008

Una scelta lungimirante? Costruire un asse Roma-Pomezia!

Pomezia ha un nuovo rappresentante per Scienze della Comunicazione a Roma. La scelta è andata su di me, ma poco sarebbe importato se fosse stato eletto qualcun altro: l’importante era portare la voce del Campus Universitario fra le stanze e i corridoi di via Salaria. La notizia della vittoria mi era giunta quasi inaspettata, perché fino all’ultimo avevo temuto che i voti non potessero essere paragonabili per numero
con quelli di Roma. E invece i ragazzi di Pomezia si sono rivelati molto attenti a temi così importanti come la rappresentanza studentesca, lanciando un segnale inequivocabile: “non siamo studenti di serie B”. Ancora oggi molti ragazzi, universitari e liceali, non immaginano neanche lontanamente l’esistenza di questo Polo immerso nel verde. Esse est percipi, come avrebbe detto Berkeley: ogni entità, per esistere
deve essere percepita. Per moltissimi docenti e studenti romani noi non esistevamo. E come può una cosa che non esiste, avere proposte e problemi? Filosofia a parte, sarebbe tuttavia fuorviante affermare che via Salaria si sia completamente disinteressata ai “comunicatori-in-erba” del Campus. Gli sforzi sono stati fatti e si sta ancora lavorando duro per portare il consolidamento dell’asse Roma-Pomezia a livelli produttivi: un importante passo lo ha fatto Benedetta Cosmi, la rappresentante uscente dal nostro Consiglio di facoltà, che, approfittando dell’evento organizzato al Campus da Radio Sapienza, si è messa in contatto con me per scrivere un articolo sul numero 12 di Straparlo.
“Mettiamo su un palinsesto!”, questo il titolo con cui Benedetta ha voluto costruire un ponte fra comunicatori romani e quelli pometini, proponendo agli studenti del Campus di candidarsi alle elezioni studentesche di Novembre. Sono del parere che se si vuole ottenere qualcosa ci vuole molto tempo. Ma sono anche convinto, che insistendo con fermezza nel richiederla sia a chi di dovere, ma soprattutto a
noi stessi, si possano ottenere risultati veramente grandi. La mia fondamentale missione è sviluppare - attraverso la collaborazione di chiunque ne sia interessato - l’asse Roma - Pomezia; dimostrare a preside, docenti e colleghi, che puntare sul Campus Universitario è un atto di grande lungimiranza.
Messa in uno slogan “Servizi più efficienti attraggono più studenti”. Più studenti, più tasse convogliate in facoltà, più fondi, più servizi, più studenti. E così via: più tasse, più fondi… A Pomezia serve una biblioteca, soprattutto per reperire i libri più introvabili, che ti costringono a fare pellegrinaggi a Roma.
Di una segreteria didattica, o - se proprio non si può - comitati i accoglienza, come il CIAO. E dei laboratori di comunicazione: creare una sede ad hoc per il giornale universitario, promuovere l’organizzazione di eventi (e quindi redazione, di comunicati stampa, raccolta dei dati), creare gruppi
di lavoro o di ricerca.
Sulla falsa riga dell’articolo di Benedetta, lancio un appello agli studenti romani: abbiamo tutto lo spazio necessario per ospitare eventi, seminari ed iniziative varie. Viviamo in mezzo ad una bellissima sughereta, che se sfruttata al meglio potrebbe essere la perfetta locazione per molti eventi estivi.
Pensiamo ad esempio, alla festa universitaria, che magari potremmo tenere in una stellata sera di luglio, piena di stand e musica: e se, proprio volessimo completare questa serata con dei momenti indimenticabili, potremmo allontanarci man mano dall’atmosfera festosa del palco, per ritrovarci a passeggiare su un sentiero illuminato, e, circondati dagli aromi della sughereta, udire poco a poco il canto dei grilli.
Invito tutti gli studenti di Roma a venire al Campus per mostrare loro che non sto raccontando favolette. Se siete interessati alle cose che ho scritto in questo articolo, mettevi in
contatto con me: jeankrauts@gmail.com .
L’interesse, le critiche e le idee servono sempre, specialmente se vogliamo costruire un qualcosa non solo per la facoltà, ma anche il nostro futuro professionale.



Jean-Luc Krautsieder

12/16/2008

Garanzia del pluralismo informativo in facoltà

All’indomani del risultato elettorale che ha sancito l’incredibile boicottaggio da parte dell’elettorato votante, non si può non affrontare un tema importante come quello della garanzia del pluralismo informativo, all’interno della nostra struttura universitaria. In concomitanza appunto con le elezioni
delle rappresentanze studentesche e con la relativa pianificazione della nostra informazione legata al giornalino “Offline”, ed alla messa in video dei nostri commenti, si sono venuti a creare purtroppo episodi di intolleranza. Già in occasione della campagna elettorale si erano manifestati questi eventi, in cui sono stati illegittimamente a mio avviso staccati dei manifesti, nei confronti di alcuni movimenti di rappresentanza. Così come ingiustificabile è risultata questa pseudo lotta e pseudo contestazione nei confronti di Antonio Nesci in occasione dell’articolo sull’occupazione. Ora mi chiedo da convinto democratico come si possa non patrocinare chi come noi perpetra campagne informative completamente
apartitiche ed apoliticizzate, e che hanno come unico scopo quello di mettersi al servizio, oltre che della libertà, dei nostri ascoltatori e lettori. Quello che ritengo completamente fuori luogo è questo accaparrarsi il diritto di polemizzare su cose irreali e che sono state il risultato, di una mancanza di informazione corretta sui contenuti. Ora perdonatemi non si possono affrontare dei dibattiti quando non si hanno reali
argomenti di proposta, oppure per sentito dire si sostengono campagne di demonizzazione dell’altro. Posso assicurare, altrimenti del resto non parteciperei, come dai due a mio avviso grandi sostenitori della libera informazione, come Antonio ed Andrea Pranovi, provenga il massimo della serietà nell’affrontare gli argomenti, con il dovuto rispetto di tutte le parti chiamate in causa, e soprattutto il massimo della garanzia del pluralismo. Andrea soprattutto, e lo posso dire apertamente, non legge mai i nostri articoli, non censura mai niente, e perdonatemi se questa non è libertà d’informazione, ce lo dovrebbe dire chi contesta, qual è la “diritta via” da seguire; lo ascolteremmo con la giusta attenzione! Ci è stato contestato nell’ultimo video messo in rete su youtube, che noi in occasione del dibattito sulle elezioni universitarie, abbiamo omesso il fatto che nel movimento “Vento di cambiamento”, ci siano potenziali votanti del vecchio partito di Berlusconi “Forza Italia”, ora “P.d.l.”. Non è assolutamente vero, come del resto possono confermare le immagini. Questo tema è stato affrontato e come dandogli la giusta importanza.
Lo abbiamo esplicitamente chiesto al rappresentante candidato ospite, Franco Noè ed è venuto fuori il fatto che pur avendo una connotazione nel centrodestra, il movimento si continua a dichiarare apartitico. Da notare come “Vento di cambiamento” sia contro la legge 133. Dunque di cosa stiamo parlando! Paradosso, colui che ha compiuto dichiarazioni non ha nemmeno visto il nostro video. Suvvia!! Non facciamo i ridicoli. La nostra filosofia è stata sempre quella di dare voce a tutti, a chi è orientato a sinistra, a chi è orientato a destra,a chi al centro. Abbiamo chiesto ai pseudo contestatori, di venire a controbattere, non si è presentato nessuno. Parla da sola la cosa. Tutto ciò mi sembra una strumentalizzazione del tutto priva di reali basi solide di argomentazione che termina in una superficialità, che non serve a nessuno e che non ci rende né veramente liberi e né soprattutto in procinto di crescita culturale, ma infinitamente schiavi del pregiudizio.
Patrizio Rosati

12/12/2008

La confusione della sinistra tra Luxuria e Murdoch

“Vladimir come Obama?”. Una frase strillata dalla Ventura all’ultima puntata dell’Isola dei famosi? No. Un urlo di gioia di un fan del transgender più famoso d’Italia? Nemmeno. Allora è stato qualcuno che si è solo divertito a fare una battuta? No, neanche. Il paragone con il presidente neoeletto degli Stati Uniti è stato fatto all’indomani della vittoria di Vladimir Luxuria nel reality show di Raidue su un articolo di Liberazione,
quotidiano di Rifondazione comunista, partito per il quale è stato deputato durante la breve esperienza del governo Prodi.
A pagina 14 del giornale diretto Sansonetti, nell’articolo di Angela Azzaro, intitolato “Forza Vladimir Hai vinto tu”, si legge: «Vladimir come Obama? E' un po' esagerato, ma fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano che va alla Casa Bianca si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana, con Vladimir all' Isola si rompe il tabù dell'eterosessualità a tutti i costi». Queste parole pongono innanzitutto una domanda: la vittoria ad un reality show può essere vista come la rottura di un tabù così fortemente radicato nella cultura del nostro paese? Ma indipendentemente da questo viene da chiedersi come sia possibile che un quotidiano che è
diretta espressione di un partito che si dichiara “comunista” decida di dare così grande enfasi ad un programma televisivo come l’Isola dei famosi. È vero che Luxuria è stata deputata del Prc, ma il fatto che Liberazione abbia deciso di dare tanto spazio a una trasmissione televisiva così superficiale, così
trash e così lontana dai valori della sinistra, nato per fare concorrenza al Grande Fratello delle reti berlusconiane, è l’ ennesimo indicatore della situazione di grande crisi che sta vivendo un’importante area della politica italiana. Una crisi che riguarda anche il Partito democratico, che negli ultimi giorni ha utilizzato come cavallo di battaglia contro il governo l’aumento dell’iva al 20% sull’abbonamento Sky. Per
due settimane il teatrino della politica non ha fatto altro che parlare di questo, mentre intanto si taglia sulla scuola, i precari perdono il posto di lavoro e aumenta il numero di persone che fino a ieri avevano un tenore di vita normale e oggi fanno la fila per pranzare alla mensa della caritas o aspettano che chiudano i mercati per racimolare qualcosa da mangiare. Certo, l’aumento dell’abbonamento a Sky favorirà in un modo o nell’altro le tv di Berlusconi e ancora una volta, quindi, entra il gioco l’ormai vecchia questione del conflitto d’interessi. Ma che l’opposizione decida di basare lo scontro politico sull’ aumento dell’abbonamento di una pay tv di proprietà di un ultramiliardario è incredibile, soprattutto di fronte a un governo che sta smantellando la scuola e l’università pubblica e che tra poco metterà mano anche sul sistema giudiziario.
Mai come in questo in momento il Pd, sempre più dilaniato dagli scontri tra le correnti interne, sta mostrando la sua povertà di contenuti e la sua incapacità a creare una vera e propria opposizione
al centro-destra. E questo ovviamente rafforza sempre più Berlusconi e il suo esecutivo, ormai liberi di fare e di far credere agli italiani ciò che vogliono. Se dieci anni fa qualcuno avesse detto che la sinistra italiana si sarebbe messa a fare il tifo ai reality show e a difendere le tv a pagamento in pochi gli avrebbero creduto…
Andrea Pranovi
andrea.pranovi@underpress.it

11/16/2008

(Anti)Fascismo?

Dopo le vicende di piazza Navona credo sia doveroso domandarci che cosa c’è dietro il valore condiviso dell’anti-fascismo che una parte del movimento anti 133 fa proprio in un modo quasi ossessivo.
Io credo ci sia tanto. Innanzitutto dimostra quanto questa parte del movimento sia debole a livello di idee se oggi per poter mantenere insieme le numerose anime che ne fanno parte deve trasformare un valore in una bandiera con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
E’ sufficiente infatti vedere il video su YOUTUBE sul canale OFFICINAsdc dal titolo: Occupazione delle Facoltà di S.d.C. e Sociologia Sapienza Roma, per rendersi conte della violenza verbale che tutto ciò produce.
Forse chi legge crede che tutto ciò sia lontano dalle nostre Facoltà (Sociologia e Scienze della Comunicazione) e che alla fine sono solo parole di studenti che cercano di scaldare gli animi.
Non è così! Anche da noi si sono verificate delle azioni che possono essere interpretate come un inizio di intolleranza profonda e con sfumature violente che non vanno sottovalutate. Un esempio emblematico è avvenuto qualche settimana fa quando i manifesti elettorali dei ragazzi del movimento studentesco Vento di Cambiamento, che si presenta alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza studentesca al Consiglio di Facoltà di Scienze della Comunicazione, sono stati staccati e gettati per terra da alcuni studenti che si fanno portatori del valore dell’anti-fascismo.
Tutto ciò non è passato inosservato ad un gruppo di studenti che hanno chiesto spiegazioni a questi sedicenti anti-fascisti i quali hanno risposta che il Movimento Vento di Cambiamento è un movimento Fascista e pertanto non può avere il diritto di “esistere”.
Io ho intervistato Francesco Noè candidato nel Movimento Vento di Cambiamento che si è rammaricato di questo incidente, ma soprattutto ha ribadito che ne’ lui ne’ la Lista che lo sostiene sono dei nostalgici Fascisti, rimanendo comunque molto colpito e turbato da questa vicenda.
Tutto ciò mi fa riflettere e mi domando e vi domando... se l’anti-fascismo oggi venisse strumentalizzato per essere trasformato in una ghigliottina dove decapitare la libertà di alcuni a favore di altri?
Tutto ciò non è nuovo, ci sono esempi nella storia che dimostrano che quando partiti, movimenti o gruppi di potere di origini diverse esauriscono i contenuti pur di non sparire o percorrere la strada dell’auto critica si scagliano contro fantasmi immaginari, ingigantendoli ed usando la strategia del terrore con conseguenze che possono essere disastrose.
Io personalmente mi aspetto che tra qualche giorno prima di poter entrare nelle Facoltà dovremmo dichiarare non solo di essere anti-fascisti ma anche di sinistra per poter ancora avere il diritto di cittadinanza.
di Antonio Nesci.

11/01/2008

MODALITA’ ALTERNATIVE DI PROTESTA

In questi giorni, le scuole e le università di tutta Italia stanno manifestando il loro dissenso contro la legge 133, attuata dal Ministro Gelmini. Fino a questo momento, io, studentessa della facoltà di Sociologia, ho cercato di informarmi il più possibile: leggendo i giornali, ascoltando i tg e le varie trasmissioni, e naturalmente partecipando alle assemblee indette nella mia facoltà. La cosa che più mi ha colpito della ricerca informativa che ho sentito doveroso fare, è l’aver constatato quanto subdolo, meschino e superficiale sia l’utilizzo del potente mezzo informativo. I mass media continuano a sostenere che gli studenti non conoscono il contenuto della legge, ma soprattutto non hanno a disposizione argomentazioni razionali per ribattere, poiché sono fomentati dai professori e dai movimenti di sinistra. Arrivati a questo punto, io “non ci sto più” a rimanere in silenzio, e mi piacerebbe esprimere la mia opinione a riguardo: da quando sono piccola, mi sento dire che le generazioni di adesso non valgono neanche la metà di quelle passate, peccato però che i famosi studenti del ’68 sono, in parte, quelli che oggi in politica stanno distruggendo il nostro paese. Vorrei quindi fare appello ai miei compagni di università: cerchiamo di non cadere nella trappola delle provocazioni e rispondiamo in maniera intelligente. Noi ragazzi delle facoltà di Sociologia e Scienze della Comunicazione abbiamo forse più di altri gli strumenti per combattere con la mente e il cuore una battaglia che dall’alto viene già etichettata persa, proprio perché ogni giorno studiamo materie che ci permettono di guardare la realtà al di là dell’orizzonte, svelando i meccanismi sottostanti ai problemi sociali e alle manipolazioni delle coscienze a cui i detentori del potere ci sottopongono. Prima di tutto, credo che l’unità del gruppo sia fondamentale per raggiungere il fine, quindi la collaborazione fra gli atenei dovrà essere compatta. Questo, però, non pregiudica la possibilità di creare attività alternative che mirano a mettere in luce i valori, gli ideali, gli obiettivi racchiusi nelle anime dei giovani di adesso. Nel concreto, ritengo che organizzare le lezioni all’aperto sia un’ottima idea. Ma si potrebbe fare di più… il fine settimana sarebbe l’ideale, perché senza bloccare la didattica continuiamo a portare avanti i nostri scopi. Ad esempio si potrebbe organizzare una giornata di tutela dell’ambiente nella nostra città, scendere quindi nelle strade per una raccolta rifiuti. Si creerà disagio, ma per un obiettivo importante; oppure organizzare un pranzo sociale di aiuto ai bisognosi, che, se pur spesso invisibili, fanno parte della nostra società e hanno diritto di essere considerati e non dimenticati; o ancora si potrebbero organizzare dei concerti aperti al pubblico in cui, secondo una scaletta, chiunque si possa esibire; sarebbe utile, inoltre, creare una fiaccolata con docenti, studenti, genitori e chiunque voglia aderire… queste e tante altre possono essere le idee da concretizzare per sensibilizzare non solo il governo e la popolazione, ma anche tutti quei giovani europei che in questo momento grazie ai mass media hanno un giudizio negativo dei giovani italiani, dipinti come “fannulloni”. Inoltre, tutte queste iniziative dovranno avere un continuo legame con i media, per far saper loro che ogni attività in atto ha lo scopo preciso di eliminare la legge. La battaglia sarà lunga, però mi piacerebbe che un giorno i miei figli studiassero come i giovani studenti dell’anno 2008 fossero capaci di combattere, senza lo strumento della violenza, non solo contro una legge, ma anche contro i pregiudizi che i potenti e la società civile avevano nei confronti delle nuove generazioni. Non ho intenzione di entrare nel merito dei contenuti della 133, soprattutto perché tali argomentazioni vengono già ampiamente dibattute durante le assemblee studentesche. Ciò che mi interessa è riflettere sull’importanza, ma soprattutto sull’efficacia, di determinate modalità di protesta; in particolare mi chiedo: in un’ottica in cui il presupposto del movimento studentesco sia la lotta ad una legge che trasforma il diritto all’istruzione in un servizio a pagamento, quanto senso ha manifestare il proprio dissenso attraverso occupazioni oppure blocchi della didattica? Non vi sembra che sia contraddittorio battersi in nome di un principio, attraverso, però, forme di “auto-negazione” del principio stesso? E’ possibile, allora, che in questo modo noi alimentiamo ulteriormente il pregiudizio dei media, dando loro terreno fertile sul quale “sparare sentenze” superficiali riguardo legittime manifestazioni di dissenso? Invito soltanto ad una attenta riflessione sulle conseguenze delle nostre azioni.
di Sara Monsù