1/26/2009

NON DITELO A TREMONTI

Lionello Mancini per il Sole 24 Ore

Da lunedì 2 febbraio, un gruppo di cinque esperti della Banca d'Italia si installerà a Milano per collaborare stabilmente con la Procura della Repubblica nelle indagini su reati economico-finanziari. Un gruppetto di consulenti che il Governatore Mario Draghi ha dislocato nella capitale economica del Paese, aderendo a una richiesta ufficiale avanzata poco dopo l'estate dal Procuratore capo Manlio Minale. Poche settimane per definire i dettagli tecnicooperativi e, poco dopo la metà di dicembre, il Governatore ha impartito le sue disposizioni.
Così, in nome dell'efficacia della collaborazione tra Istituzioni dello Stato, si è costituita la pattuglia di segugi guidata da Renato Righetti, storico punto di riferimento dell'antiriciclaggio dell'Uic e oggi della Banca d'Italia. Un gruppetto di esperti con notevoli poteri di indagine e una inedita indipendenza funzionale: i loro interfaccia saranno di fatto i soli magistrati e lo stesso Governatore.
Il gruppo di specialisti sarà «esclusivamente dedicato» alla lotta alla criminalità economica e finanzaria - dunque non al solo contrasto del reato di riciclaggio - e, su autorizzazione del Pm, potrà chiedere agli uffici preposti (banche, finanziarie, professionisti, alla stessa Banca d'Italia) ogni sorta di dati e documenti di interesse dell'inchiesta. Con, è il caso di aggiungere, una capacità di analisi e una velocità di utilizzo dei dati, finora impedita (e lamentata) dalle procedure che impongono defatiganti triangolazioni tra magistrati, polizia giudiziaria e consulenti. Data la delicatezza dei compiti assegnati alla nuova unità milanese, questa potrà richiedere - quando ritenuto necessario - la consegna di dati e documenti brevi manu, per limitare al massimo il pericolo di propalazione di notizie riservate. I membri della task force milanese saranno a tutti gli effetti ausiliari di Polizia giudiziaria a supporto del magistrato, così da semplificare le procedure e agevolare il contrasto a bancarottieri, evasori fiscali, corruttori, in genere abili e determinati nell'occultare i gruzzoli sottratti e magari nascosti in paradisi fiscali.
Se, com'è probabile, la collaborazione tra Banca d'Italia e Procura di Milano funzionerà, l'esperimento verrà esteso ad altri distretti giudiziari dell'intero territorio nazionale. L'iniziativa di un pool di specialisti finanziari che collabori con l'omologo pool di inquirenti, porta la firma del Governatore e del Procuratore di Milano, ma è verosimile che l'idea sia maturata nel collaudato tandem formato dai leader delle due pattuglie: Francesco Greco, Procuratore aggiunto di Milano e Renato Righetti, al momento numero due dell'Ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia.
Un'accoppiata che ha lavorato a tutti i casi più importanti (Parmalat, Antonveneta, "furbetti", Siemens/Enelpower) recuperando alle casse statali e alle tasche dei risparmiatori, centinaia di milioni di provenienza illecita.

da www.dagospia.com

1/25/2009

Mario Morcellini tra politica, media e movimenti

Il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini critica, nel suo intervento conclusivo alla presentazione del libro Manifesto dell' Università pubblica del 16 gennaio 09, l' atteggiamento negativo dei media e della politica nei riguardi dell' Università pubblica.







1/23/2009

UNIVERSITA' PUBBLICA E SAPERE CRITICO

Giuseppe Ugo Rescigno (docente della Facoltà di Giurisprudenza Sapienza Università di Roma),interviene su la valutazione dei professori.

Bit Generation - Lorenzo Ait 24 novembre 08

Bit Generation INIZIATIVA CULTURALE E SOCIALE DEGLI STUDENTI Lorenzo Ait Ex Alunno sdc, autore provocatorio di 30 e lode senza studiare Facoltà di Scienze della Comunicazione Sapienza Roma









1/22/2009

Il potere logora chi non ce l’ha

“Il potere logora chi non ce l’ha” una delle affermazioni più famose di un personaggio alquanto controverso della nostra repubblica cioè il Senatore GIULIO ANDREOTTI che il 14 gennaio ha compiuto 90 anni.
Raccontare in breve la sua storia è estremamente difficile visto che del privato si sa ben poco, tranne alcune curiosità, come una passione per i cannoli siciliani e le corse dei cavalli, ma ciò che impressiona è la sua capacità di riuscire a stare ben saldo al centro della vita politica italiana.

Giulio Andreotti nasce a Roma il 14 gennai 1919, laureatosi in giurisprudenza nel 1941 si specializzo’ successivamente in diritto canonico.
Intraprese la carriera politica nel corso degli studi, divenne presidente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) dal 1942 al 44 succedendo ad Aldo Moro.
Negli anni della guerra conobbe Alcide De Gasperi divenendo un suo stretto collaboratore.
Indro Montanelli disse che quando andavano in chiesa insieme, De Gasperi parlava con Dio, Andreotti col prete.
Ecco in sintesi l’elenco degli incarichi di Governo che ci da’ l’idea piena del suo peso nella vita politica Italiana:
Segretario del Consiglio dei Ministri sei volte.
Ministro dell’Interno una volta.
Ministro delle Finanze due volte.
Ministro del Tesoro una volta.
Ministro della Difesa otto volte.
Ministro dell’industria, Commercio e Artigianato due volte.
Ministro del Bilancio e Programmazione Economica due volte.
Ministro degli Affari Esteri quattro volte
Ministro degli Affari Esteri e Ministro delle Politiche Comunitarie una volta
Presidente del Consiglio sette volte

I momenti più difficile che il senatore Giulio Andreotti ha affrontato nella sua lunga carriera sono due: il primo e’ stato il rapimento del On. Aldo Moro e la sua successiva morte per mano della formazione terroristica delle Brigate Rosse.
Negli anni successivi Andreotti fu accusato di aver abbandonato l’ On. Moro al suo destino avendo scelta la politica della Fermezza.
Accuse che lui ha sempre respinto con fermezza.
La secondo vicenda è quella giudiziaria che lo ha visto coinvolto nel 1993 a Palermo per rapporti con la Mafia e a Perugia come mandante dell’uccisione del giornalista Pecorella.
Assolto in tutti e due i procedimenti, anche se nella vicenda Palermitana rimangono ancora alcuni strascichi a causa di una non assoluzione piena,dal momento che è subentrata la prescrizione per i possibili reati commessi prima degli anni ottanta.
Ripercorrendo questa vicenda nel programma Porta a Porta di Vespa afferma che dietro i suoi guai giudiziari c’è la mano politica del Partito Comunista, tanto da affermare che tutto ciò non sarebbe accaduto se ci fosse stato Enrico Bellinguer.

Oggi a 90 anni il senatore non sembra voler andare in pensione e come ebbe modo di dire Bettino Craxi “questo ci sotterra a tutti” !!!!
Non mi resta che fare gli
Auguri al Senatore Giulio Andreotti

Di Antonio Nesci

1/09/2009

Università pubblica e sapere critico

Presentazione della ricerca:
L’Università tra crisi e futuro. Il ruolo dei media e della politica
di fronte all’alta formazione ed ai movimenti
Intervengono Rosanna Consolo e Elena Valentini
(Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)

Incontro in occasione dell’uscita del libro:
Manifesto per l'università pubblica
di G. Azzariti, A. Burgio, A. Lucarelli, A. Mastropaolo
Ne discutono Francesco Merloni (Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Perugia) e
Giuseppe Ugo Rescigno (Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Università di Roma)
Coordina Paola Marsocci (Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza, Università di Roma)
Saranno presenti gli autori
venerdì 16 gennaio 2009, ore 10Aula Wolf – via Salaria, 113

1/08/2009

Università tra crisi e futuro 9/12/08

Cristiano Violani, Presidente del Nucleo di Valutazione d’Ateneo





Gruppo: analisi della Riforma Gelmini
Elena Valentini





Gruppo: sfera pubblica e analisi dei movimenti sociali
Gianni Ciofalo



Gruppo: giovani, politica, università
Laura Iannelli





Gruppo: internet: facebook e i social network nella protesta studentesca
Andrea Cerase



Gruppo: analisi contenuti della Riforma nei blog
Claudia Polo



MATERIALE SCARICABILE

L'UNIVERSITA' TRA CRISI E FUTURO - il ruolo dei media e della politica di fronte all'alta formazione e ai movimenti.

Cristiano Violan: 3+2 o Bologna Process? UNA PROSPETTIVA EUROPEA.

12/26/2008

Rioccupazione!! Senza il blocco della didattica.

Giorno 10 dicembre si è svolta nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e Sociologia la festa dal titolo “Vin Brulè x tutti” per festeggiare la rioccupazione delle Facoltà.
Non posso darvi molte informazioni sulla festa e come al solito il sito del movimento non è di grande aiuto.
Va detto però che l’occupazione è stata decisa da una decina di studenti, i quali come al solito non si sentono in dovere non solo di confrontarsi con gli studenti, ma nemmeno di scrivere due righe sul loro Blog per spiegare la decisione di riprendere questa forma di protesta.

Nella puntata di Banzai dal titolo (RI)Occupazione di Sociologia e SdC si è affrontato il tema della scarsa partecipazione degli studenti alla vita politica delle due Facoltà, dando la colpa in un modo a mio avviso eccessivo, agli stessi studenti, i quali non sembrano interessati alle vicende che li circondano.
Io non sono d’accordo, i primi mesi della contestazione anti 133, portata avanti da Studenti in Movimento che è formato sia da studenti di Sociologia che di Scienze della Comunicazione, la partecipazione alle Assemblee per discutere le modalità di protesta da parte degli studenti era più che buona, tanto da riempire il cortile di via Salaria o l’aula Magna di Sociologia sempre in via Salaria. Una mobilitazione durata alcuni mesi che però ad un certo punto si è spezzata al momento della prima occupazione.
Non a caso da quel momento in poi gli studenti hanno iniziato a prendere le distanze dal Movimento, che portava avanti pensieri ed iniziative non condivise e dove gli studenti erano diventati solo degli spettatori.
In base a questo non sono assolutamente d’ accordo nello scaricare la colpa della scarsa partecipazione sulle spalle degli studenti, pensare il contrario vuol dire nascondere i propri limiti e non voler ammettere che gli studenti hanno una testa che pensa ed è forse e proprio questo il problema.
Studenti in Movimento ha scelto la strada dello scontro e non del confronto, ha diviso invece di unire ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, noi di OFF-LINE lo abbiamo denunciato ed oggi siamo ignorati dal movimento, oggi l’A1 è tornato ad essere un ghetto, non per volontà degli studenti ma per una scelta degli stessi Studenti in Movimento.
Anche la bassissima affluenza alle elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi può essere spiegata con una campagna elettorale a dir poco Fantozziana dove si va a votare o per amicizia o perché letteralmente accompagnati davanti ai seggi da qualche amico dell’amico, i programmi sono un qualcosa di sconosciuto e da noi i risultati si sono visti.
Per tanto la colpa della scarsa partecipazione non è da imputare agli studenti, ma ha ciò che si vuole comunicare.
Che cosa sta comunicando un Movimento che in dieci persone occupa due Facoltà?
Questa domanda la pongo agli Studenti in Movimento.

Ci sono però altre due domande che voglio porre sia al preside di Scienze della Comunicazione che quello di Sociologia: come è possibile che due Facoltà vengano occupate, anche senza il blocco della didattica, da dieci studenti senza che i presidi si oppongano?
Ma sopratutto i preside sono consapevoli che oggi siamo di fronte ad una rioccupazione?
Spero di ricevere presto le risposte a questi due semplici quesiti.


P.S. mi devo scusare con la ragazza che un po’ di tempo fa in A1 mi ha suggerito di andare a zappare invece di scrivere; sfortunatamente il maltempo mi ha impedito di seguire il tuo suggerimento che comunque spero presto di poter mettere in pratica.

Antonio Nesci

12/18/2008

(Ri)Occupazione di Sociologie e SdC Sapienza Roma











12/17/2008

Una scelta lungimirante? Costruire un asse Roma-Pomezia!

Pomezia ha un nuovo rappresentante per Scienze della Comunicazione a Roma. La scelta è andata su di me, ma poco sarebbe importato se fosse stato eletto qualcun altro: l’importante era portare la voce del Campus Universitario fra le stanze e i corridoi di via Salaria. La notizia della vittoria mi era giunta quasi inaspettata, perché fino all’ultimo avevo temuto che i voti non potessero essere paragonabili per numero
con quelli di Roma. E invece i ragazzi di Pomezia si sono rivelati molto attenti a temi così importanti come la rappresentanza studentesca, lanciando un segnale inequivocabile: “non siamo studenti di serie B”. Ancora oggi molti ragazzi, universitari e liceali, non immaginano neanche lontanamente l’esistenza di questo Polo immerso nel verde. Esse est percipi, come avrebbe detto Berkeley: ogni entità, per esistere
deve essere percepita. Per moltissimi docenti e studenti romani noi non esistevamo. E come può una cosa che non esiste, avere proposte e problemi? Filosofia a parte, sarebbe tuttavia fuorviante affermare che via Salaria si sia completamente disinteressata ai “comunicatori-in-erba” del Campus. Gli sforzi sono stati fatti e si sta ancora lavorando duro per portare il consolidamento dell’asse Roma-Pomezia a livelli produttivi: un importante passo lo ha fatto Benedetta Cosmi, la rappresentante uscente dal nostro Consiglio di facoltà, che, approfittando dell’evento organizzato al Campus da Radio Sapienza, si è messa in contatto con me per scrivere un articolo sul numero 12 di Straparlo.
“Mettiamo su un palinsesto!”, questo il titolo con cui Benedetta ha voluto costruire un ponte fra comunicatori romani e quelli pometini, proponendo agli studenti del Campus di candidarsi alle elezioni studentesche di Novembre. Sono del parere che se si vuole ottenere qualcosa ci vuole molto tempo. Ma sono anche convinto, che insistendo con fermezza nel richiederla sia a chi di dovere, ma soprattutto a
noi stessi, si possano ottenere risultati veramente grandi. La mia fondamentale missione è sviluppare - attraverso la collaborazione di chiunque ne sia interessato - l’asse Roma - Pomezia; dimostrare a preside, docenti e colleghi, che puntare sul Campus Universitario è un atto di grande lungimiranza.
Messa in uno slogan “Servizi più efficienti attraggono più studenti”. Più studenti, più tasse convogliate in facoltà, più fondi, più servizi, più studenti. E così via: più tasse, più fondi… A Pomezia serve una biblioteca, soprattutto per reperire i libri più introvabili, che ti costringono a fare pellegrinaggi a Roma.
Di una segreteria didattica, o - se proprio non si può - comitati i accoglienza, come il CIAO. E dei laboratori di comunicazione: creare una sede ad hoc per il giornale universitario, promuovere l’organizzazione di eventi (e quindi redazione, di comunicati stampa, raccolta dei dati), creare gruppi
di lavoro o di ricerca.
Sulla falsa riga dell’articolo di Benedetta, lancio un appello agli studenti romani: abbiamo tutto lo spazio necessario per ospitare eventi, seminari ed iniziative varie. Viviamo in mezzo ad una bellissima sughereta, che se sfruttata al meglio potrebbe essere la perfetta locazione per molti eventi estivi.
Pensiamo ad esempio, alla festa universitaria, che magari potremmo tenere in una stellata sera di luglio, piena di stand e musica: e se, proprio volessimo completare questa serata con dei momenti indimenticabili, potremmo allontanarci man mano dall’atmosfera festosa del palco, per ritrovarci a passeggiare su un sentiero illuminato, e, circondati dagli aromi della sughereta, udire poco a poco il canto dei grilli.
Invito tutti gli studenti di Roma a venire al Campus per mostrare loro che non sto raccontando favolette. Se siete interessati alle cose che ho scritto in questo articolo, mettevi in
contatto con me: jeankrauts@gmail.com .
L’interesse, le critiche e le idee servono sempre, specialmente se vogliamo costruire un qualcosa non solo per la facoltà, ma anche il nostro futuro professionale.



Jean-Luc Krautsieder

12/16/2008

Garanzia del pluralismo informativo in facoltà

All’indomani del risultato elettorale che ha sancito l’incredibile boicottaggio da parte dell’elettorato votante, non si può non affrontare un tema importante come quello della garanzia del pluralismo informativo, all’interno della nostra struttura universitaria. In concomitanza appunto con le elezioni
delle rappresentanze studentesche e con la relativa pianificazione della nostra informazione legata al giornalino “Offline”, ed alla messa in video dei nostri commenti, si sono venuti a creare purtroppo episodi di intolleranza. Già in occasione della campagna elettorale si erano manifestati questi eventi, in cui sono stati illegittimamente a mio avviso staccati dei manifesti, nei confronti di alcuni movimenti di rappresentanza. Così come ingiustificabile è risultata questa pseudo lotta e pseudo contestazione nei confronti di Antonio Nesci in occasione dell’articolo sull’occupazione. Ora mi chiedo da convinto democratico come si possa non patrocinare chi come noi perpetra campagne informative completamente
apartitiche ed apoliticizzate, e che hanno come unico scopo quello di mettersi al servizio, oltre che della libertà, dei nostri ascoltatori e lettori. Quello che ritengo completamente fuori luogo è questo accaparrarsi il diritto di polemizzare su cose irreali e che sono state il risultato, di una mancanza di informazione corretta sui contenuti. Ora perdonatemi non si possono affrontare dei dibattiti quando non si hanno reali
argomenti di proposta, oppure per sentito dire si sostengono campagne di demonizzazione dell’altro. Posso assicurare, altrimenti del resto non parteciperei, come dai due a mio avviso grandi sostenitori della libera informazione, come Antonio ed Andrea Pranovi, provenga il massimo della serietà nell’affrontare gli argomenti, con il dovuto rispetto di tutte le parti chiamate in causa, e soprattutto il massimo della garanzia del pluralismo. Andrea soprattutto, e lo posso dire apertamente, non legge mai i nostri articoli, non censura mai niente, e perdonatemi se questa non è libertà d’informazione, ce lo dovrebbe dire chi contesta, qual è la “diritta via” da seguire; lo ascolteremmo con la giusta attenzione! Ci è stato contestato nell’ultimo video messo in rete su youtube, che noi in occasione del dibattito sulle elezioni universitarie, abbiamo omesso il fatto che nel movimento “Vento di cambiamento”, ci siano potenziali votanti del vecchio partito di Berlusconi “Forza Italia”, ora “P.d.l.”. Non è assolutamente vero, come del resto possono confermare le immagini. Questo tema è stato affrontato e come dandogli la giusta importanza.
Lo abbiamo esplicitamente chiesto al rappresentante candidato ospite, Franco Noè ed è venuto fuori il fatto che pur avendo una connotazione nel centrodestra, il movimento si continua a dichiarare apartitico. Da notare come “Vento di cambiamento” sia contro la legge 133. Dunque di cosa stiamo parlando! Paradosso, colui che ha compiuto dichiarazioni non ha nemmeno visto il nostro video. Suvvia!! Non facciamo i ridicoli. La nostra filosofia è stata sempre quella di dare voce a tutti, a chi è orientato a sinistra, a chi è orientato a destra,a chi al centro. Abbiamo chiesto ai pseudo contestatori, di venire a controbattere, non si è presentato nessuno. Parla da sola la cosa. Tutto ciò mi sembra una strumentalizzazione del tutto priva di reali basi solide di argomentazione che termina in una superficialità, che non serve a nessuno e che non ci rende né veramente liberi e né soprattutto in procinto di crescita culturale, ma infinitamente schiavi del pregiudizio.
Patrizio Rosati